La Regione Emilia-Romagna ha messo a punto un protocollo di intesa con l’Agenzia regionale per il Lavoro (che gestisce i centri impiego) e i Comuni capoluogo per contrastare il fenomeno noto con l’acronimo inglese Neet, cioè i giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione (Not in Education, Employment, or Training).
Il protocollo è stato presentato il 28 maggio a Bologna, nella sede della Regione, dall’assessore regionale alle Politiche giovanili, il ravennate Giovanni Paglia, assieme agli assessori alle Politiche giovanili dei Comuni capoluogo.
Il provvedimento, che sarà attivo fino alla fine del 2028, dà il via a un sistema integrato con l’obiettivo di costruire una piattaforma di servizi dedicati alle nuove generazioni, superando la frammentarietà degli interventi e facilitando l’accesso alle opportunità disponibili. Al centro, il rafforzamento delle reti territoriali e il coordinamento tra attori pubblici e privati, con particolare attenzione ai più fragili.
In particolare, le azioni previste riguardano il potenziamento dei servizi di orientamento scolastico e professionale, lo sviluppo di una rete integrata informativa, anche attraverso gli Informagiovani e percorsi personalizzati di accompagnamento al lavoro.
Il protocollo prevede anche iniziative di formazione rivolte a operatori, amministratori e stakeholder del territorio, l’attivazione di strumenti innovativi, come la figura del “case manager” e la costruzione di hub territoriali per intercettare precocemente i giovani Neet.
Comuni capoluogo e Città Metropolitana di Bologna avranno un ruolo chiave nel coordinamento della rete locale degli hub, promuovendo la collaborazione tra servizi educativi, sociali, formativi e per il lavoro, nonché con il terzo settore e le associazioni giovanili. L’Agenzia regionale per il Lavoro, attraverso i Centri per l’impiego, contribuirà con servizi dedicati, iniziative di orientamento, recruiting day e attività di supporto personalizzato.



