Secondo i dati del biennio 2023-2024 dell’indagine “Passi”, il sistema di sorveglianza condotto dalla sanità pubblica sulle condizioni di salute e sugli stili di vita delle persone, in Emilia-Romagna fuma regolarmente il 23 percento della popolazione adulta tra i 18 e i 69 anni (oltre 697mila persone), con una maggiore incidenza tra gli uomini (27 percento) rispetto alle donne (20).
Sono cifre, le più recenti disponibili, divulgate dalla Regione in occasione della Giornata mondiale senza tabacco che cade oggi, 31 maggio: ogni anno l’Organizzazione mondiale della sanità cerca sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi per la salute associati al consumo di prodotti contenenti nicotina.
Preoccupano i dati del tabagismo tra le fasce più giovani della popolazione emiliano-romagnola: il 26 percento dei 18-24enni fuma, così come i dati tra le persone in difficoltà economiche (43 percento) e con basso livello di istruzione (29 percento). In crescita anche l’utilizzo esclusivo di dispositivi elettronici a base di nicotina, che riguarda oggi il 9,5 percento della popolazione adulta, contro l’1,8 del 2014. Stando all’ultima indagine Gyts (Global Youth Tobacco Survey) 2022 sulle abitudini legate al fumo nella fascia d’età 13-15 anni, i dati regionali rilevano che in Emilia-Romagna a fumare o svapare maggiormente sono le ragazze.
Anche per questo è rivolta soprattutto ai giovani la nuova campagna di comunicazione “Ma che ti fumi? Sfùmati” promossa dalla Regione e realizzata in collaborazione con l’Azienda Usl Romagna. «La Regione Emilia-Romagna ha scelto, in linea anche con quanto indicato dall’Oms, di rivolgersi soprattutto ai più giovani – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi –, una delle fasce di popolazione più a rischio consumo, soprattutto con i dispositivi elettronici. Con questa nuova campagna, la prima in Italia su questo tema, ci rivolgiamo proprio a loro perché sigarette elettroniche e vape sono spesso percepiti come meno pericolosi, ma in realtà rappresentano un rischio concreto per la salute, soprattutto in quella fascia d’età».
La campagna può contare su locandine, dépliant (che saranno distribuiti alle Aziende sanitarie per la diffusione sul territorio e, in particolare, alle Unità di strada e ai Consultori), due video (disponibili sul canale YouTube della Regione) e post sui social. Destinatari della campagna sono proprio i giovani (la locandina è realizzata con due soggetti, una con protagonista un ragazzo ed una con una ragazza) per sensibilizzarli sui danni alla salute che l’uso dei dispositivi elettronici può causare.
In Emilia-Romagna ci sono 42 centri antifumo attivati dalle aziende sanitarie nei servizi per le dipendenze patologiche (Serdp) da altri servizi specialistici competenti o da alcune associazioni per offrire programmi terapeutici finalizzati a smettere di fumare. Nel 2025 sono state 2.120 le persone prese in carico: la maggioranza erano donne, l’età media degli utenti si aggirava intorno ai 56-57 anni, non tutti hanno concluso il percorso.
Il 29 maggio a Bologna si è tenuto il seminario “Fumo e nuove dipendenze da nicotina” organizzato dal Gruppo intersettoriale Tabagismo della Regione Emilia-Romagna con la partecipazione di professionisti ed esperti. Al termine si è svolta la premiazione del concorso regionale “Scuole libere dal fumo” 2025/2026, un’occasione di valorizzazione delle esperienze educative e di prevenzione realizzate negli istituti secondari di primo e secondo grado. Il primo premio è andato all’Istituto Comprensivo di Massa Lombarda (Ra), il secondo all’Istituto Comprensivo 1 di Imola e il terzo all’Istituto Comprensivo 12 di Bologna.



