È primavera, 50 anni dopo riviviamo l’epopea dei Beatles

Beatles Please MePochi in queste settimane di sospensione della realtà ci avranno pensato, però la primavera del 2020 è il cinquantesimo anniversario dell’ultimo disco dei Beatles.
Nel 1970 finisce definitivamente la storia di quattro ragazzi di Liverpool che hanno cambiato la musica e il mondo. Una vicenda artistica e umana durata appena otto anni, dopo la quale niente fu più lo stesso.
Libri sui fab four ne sono usciti a tonnellate, uno dei più interessanti è quello di due dei massimi esperti italiani di rock: Ernesto Assante e Gino Castaldo intitolato semplicemente Beatles (Laterza).

Due gli aspetti particolarmente avvincenti di questa epopea. Come e perché iniziò e come è potuta finire così presto. La storia di John, Paul, George e Ringo inizia tra i banchi di scuola, la Quarry Bank School di Livepool, tanto che il primo nome della band è Quarrymen. Liverpool è una città coperta dallo smog delle fabbriche, però ha il porto ed è proprio da lì che in città arrivano, spesso portati dai soldati, i dischi americani di rock’n’roll, blues, jazz.

A Liverpool si trovano cose che nemmeno a Londra arrivano. Così questi quattro ragazzi scoprono un mondo nuovo, e decidono di diventarne parte, di fatto reinventandolo completamente. Sono figli della working class, vengono da situazioni familiari disastrate. Non hanno denaro né una vera famiglia, ma hanno un’energia unica, e una passione che li tiene in vita: la musica. Il gruppo diventa la loro famiglia. Ma c’è anche un quinto Beatles, nell’ombra, è Brian Epstein. Possiede un negozio di dischi ed è lui a capire per primo le potenzialità del quartetto e creare la loro immagine. Li fa vestire uguali, tagliare i capelli allo stesso modo. Diventano una band. Un gruppo in cui in tanti si riconosceranno. Please please me esce nel 1962 e di lì diventano inarrestabili. Sarà la morte improvvisa di Epstein nel 1967 a segnare l’inizio della fine del gruppo.

I quattro decidono di gestirsi da soli ed è un grave errore. Sono la band più famosa del pianeta ma perdono tantissimi soldi in investimenti disastrosi. La cosa inizia a creare tensioni, con litigi che finiranno anni dopo in tribunale. Poi c’è Yoko Ono, la nuova musa di Lennon, che è sempre in studio di registrazione alterando l’equilibrio del gruppo, a cui si aggiungerà poi Linda Eastman, la fidanzata di Paul, che detesta Lennon. Insomma un disastro. Nel settembre ’69 Lennon annuncia agli altri che lascerà il gruppo, nel 1970 esce “postumo” Let it be. Sono finiti i Beatles, ma sono finiti anche gli anni ’60 e la loro carica di innovazione, ribellione e amore.

Anni irripetibili, a cui guardano con nostalgia anche le generazioni che non li hanno vissuti, come la mia.

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