Tutte le lingue del mondo in due libri

Faloppa LinguaggioAvrebbe la rosa lo stesso profumo se si chiamasse Fěnhóng sé? Di cosa parliamo quando parliamo di linguaggio?
Per guidarci in questo mondo sono usciti recentemente due libri molto intelligenti: uno si intitola Brevi lezioni sul linguaggio (Bollati Boringhieri) del bravissimo Federico Faloppa, docente di sociolinguistica all’Università di Reading, l’altro è Babele (Garzanti) del linguista Gaston Dorren (tradotto da Carlo Capararo e Cristina Spignoglio).

Quante lingue esistono secondo voi? Esistono 200 nazioni riconosciute dall’Onu e molti pensano che il numero di lingue parlate non superi molto questo ordine di grandezza, in realtà le lingue del mondo sono più di 5mila, secondo alcune stime addirittura 7mila.
Contarle precisamente è impossibile, come contare le varietà dei colori. Eppure sono solo sei le lingue parlate su scala planetaria, e sono: mandarino (con 848 milioni di madrelingua), castigliano (399 milioni), inglese (335 milioni), hindi (260 milioni), arabo (242 milioni) e bengali (189 milioni).
Queste sei sono considerate “madrelingua” per il 40 percento della popolazione mondiale. Non occorre però saperle tutte. Secondo i calcoli dei linguisti basta saperne quattro per essere compresi praticamente in ogni angolo del pianeta. E lo strapotere di queste quattro lingue sta estinguendo molti altri idiomi. E, oltre alla lingua, potrebbero quindi sparire alcuni modi di vedere il mondo, se come sosteneva Noam Chomsky «la lingua è il modo in cui organizziamo il mondo, e quindi è il modo in cui pensiamo».

Dorren BabeleIn molti pensano che il linguaggio contraddistingua l’essere umano, in realtà, come spiega Faloppa, non è così. Se l’uomo comunica tramite un linguaggio vocale è dovuto alla sua evoluzione fisica che ha portato a sviluppare un sistema complesso composto di faringe, lingua corta e arrotondata e labbra flessibili. Altri animali comunicano senza bisogno dei suoni. Non tutti gli esseri viventi “parlano” nello stesso modo, le api comunicano danzando, molti animali lo fanno attraverso odori, le piante tramite sostanze emesse dalle radici.

Mentre scrivevo questo articolo ero in Russia e ho assistito a una lunga conversazione tra un italiano e un’anziana signora in un paesino del Caucaso. Quando l’italiano è tornato gli ho chiesto: «Sapeva l’inglese?» e lui mi ha detto: «No». «E allora in che lingua avete parlato?». «Io in italiano e lei in russo». In fondo anche l’essere umano conosce altre forme di comunicazione che hanno a che fare con la semplice e naturale empatia.

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