15 – I guanti dell’arcivescovo

GuantiNel 1908 la Soprintendenza ai monumenti di Ravenna, sollecitata da Corrado Ricci, chiese di rimuovere i sarcofagi del beato Rinaldo e di san Barbaziano addossati lungo le pareti laterali della Cappella della Madonna del Sudore nel Duomo di Ravenna e quello di Pietro peccatore incastonato nella muratura di Santa Maria in Porto Fuori per poterne studiare le parti nascoste. Nell’occasione i sarcofagi furono aperti e al loro interno, oltre alle reliquie, furono rinvenute preziose testimonianze dell’epoca antica. Nell’urna riutilizzata per la sepoltura di Rinaldo da Concorezzo, vescovo di Ravenna al tempo di Dante, furono rinvenuti diversi resti del suo corredo funebre e tra questi la casula oggi esposta al Museo Arcivescovile e le chiroteche – guanti vescovili – attualmente custodite presso l’Archivio Storico Diocesano. Le chiroteche sono caratterizzate dalla presenza di due splendidi medaglioni dal fondo dorato sui quali, decorati a smalto, sono rispettivamente le figure del Pantocrator e di san Giovanni evangelista. Cristo, dal volto barbato, veste una tunica rossa ricoperta da un manto blu, nella mano sinistra regge un codice gemmato, con la destra benedice, il capo è cinto da un’aureola sulla quale è il segno della croce. L’apostolo Giovanni è raffigurato con tratti giovanili, tipici della sua iconografia, il capo è cinto da un clipeo uguale nei colori a quello del Cristo – il fondo verde è delimitato da una riga rossa –, veste una tunica verde e un manto blu, nelle mani regge un prezioso codice.

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