148 – La solenne ostensione

Ostensione delle ossa di Dante nel Quadrarco di Braccioforte a Ravenna nel 1865In seguito allo straordinario ritrovamento delle ossa di Dante, i «sacri avanzi» non solo furono oggetto di una scrupolosa indagine, ma anche di una pubblica quanto solenne ostensione.
Nel giugno 1865 le «mortali reliquie del Sovrano poeta», composte all’interno di un’urna di cristallo e adagiate sopra un cuscino di raso bianco, furono esposte al centro del Quadrarco di Braccioforte affinché, come ebbe a scrivere Corrado Ricci, «tutti i cittadini e forestieri potessero, durante le feste del sesto centenario dantesco, onorare, con la riverenza verso i resti mortali, l’alta mente e l’austero carattere dell’Alighieri. Quanta fosse la folla che circondò, né giorni del 24, 25, e 26 giugno, Braccioforte, non è possibile immaginare. Da molte parti d’Italia, specialmente di Romagna e di Toscana, accorsero centinaia, migliaia di persone. Tutta Ravenna orgogliosa di tanto tesoro, si succedette ad ora ad ora intorno all’urna di cristallo. Vecchi ed infermi furono condotti e sorretti perché potessero vedere. Agli inconsci fanciulli del pari fu mostrato lo scheletro del poeta perché, un giorno che avessero compresa l’altezza dell’uomo cui appartenne, potessero dire d’averlo veduto con quella dolce soddisfazione che ora prova chi scrive queste pagine!».
Infine il 26 giugno le ossa del «Divino Poeta», slegate dall’armatura che le teneva unite, furono portate con tutti gli onori nella Tomba progettata dal Morigia.
Fotografia tratta dall’opera di G. Savini, Istituzione Biblioteca Classense.

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