235 – «O squallida Regina!»

Vestigia Ravenna Antica (schizzo Al Tratto)

Il 31 marzo 1877 Oscar Wilde, in occasione del suo viaggio in Italia, arrivava a Ravenna, una città che, come ebbe modo di scrivere in una lettera indirizzata a Mr Bramley suo tutore al Magdalen College di Oxford, trovò «estremamente interessante per via delle sue vecchie chiese cristiane di enorme antichità e dei magnifici mosaici».
Il soggiorno ravennate si rivelò una preziosa fonte di ispirazione per un poema che gli valse il primo premio al concorso universitario “Newdigate”. Composto nel 1877, l’anno successivo il testo fu pubblicato e recitato in pubblico allo Sheldonian Theatre di Oxord. Ravenna, la città di antiche glorie, di Dante e di Byron, appariva al giovane Wilde come la «Città Sacra», avvolta dal silenzio: «O deserta Ravenna! Delle tue glorie passate/ Quanto, ai nostri giorni, si parla tuttavia:/Ben venti secoli sono, passati da quando vedesti/ Cesare vincitore cavalcare verso il trionfo./ Possente il tuo nome, quando le magre aquile di Roma/ Dall’isole britanniche volarono sino all’Eufrate azzurro;/E delle genti alta regina fosti, sino al giorno/Che le tue strade furono sommerse da Unni e Goti./ Disincoronata dall’uomo, abbandonata dalle onde,/Tu dormi, ed è il dolore la tua culla!/ Le tue mille galere, quasi bosco di pini/ Più non solcano il tuo mare! Però che dove/ Le navi rostrate solevano solcare i flutti,/ Suona la triste nota del pastore stanco;/ E le pecore bianche sono sparse/ Ov’era un tempo il mare violetto./ O bella! O triste! O squallida Regina!».

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