202 – Un bacio per Dante

Un Bacio Per Dante

Nell’ottobre del 1921, in occasione del sesto centenario della morte, si effettuò la solenne ricognizione delle spoglie mortali del Sommo Poeta.
Oltre a Santi Muratori, che dell’evento lasciò un ricordo denso di commozione, anche don Giovanni Mesini, tra i pochissimi che furono invitati, ebbe modo di raccontare quanto accadde in quei momenti memorabili: «Tolte dal sepolcro e portate in una delle camerette del convento adibite poi a museo, le ossa erano state studiate e fotografate; e nel pomeriggio del giorno 31 venivano ricollocate nella loro cassa. Prima della chiusura, feci accendere due doppieri; in cotta e stola recitai le preghiere rituali, la preghiera per Dante, e ne aspersi le ossa di acqua benedetta. Silenzio profondo; vivissima commozione sul volto di tutti; momento sacro che mai scorderemo! Avvicinai, tremando, la labbra al teschio e lo baciai in fronte; gli altri ad uno ad uno, s’appressarono a fare lo stesso. Uscimmo e discendemmo nel recinto di Braccioforte; imbruniva. Dall’alto del campanile vicino suonava la campana maggiore. Precedendo la cassa coperta, portata da due operai, entrai nel tempietto, seguito soltanto da tre; gli altri rimasero dietro il tempietto dinanzi allo squarcio operato nel muro tre giorni prima […]. Ci avvicinammo all’urna, che aveva riaccolto il suo prezioso deposito. Offersi allora al sindaco, che mi stava a fianco, un ramoscello d’alloro; ed egli commosso si volse a dirmi in ischietto romagnolo: “Don M. gli dia una benedizione”».

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