Dieci dischi da ascoltare di notte, in macchina, parcheggiati – di Francesco Giampaoli

di Francesco Giampaoli *

Dieci dischi da ascoltare in macchina, parcheggiati, di notte.
Quando avevo circa vent’anni le macchine dei miei amici avevano tutte degli ottimi impianti per ascoltare musica, la domenica dopo aver giocato a calcio si andava al ristorante, spesso in cima a qualche monte e dopocena si ascoltava musica aspettando di digerire. Questi sono alcuni dischi che hanno o avrebbero assolto egregiamente tale compito.

1. Perrey – Kingsley – The In Sound From Way Out! Pionieri dell’elettronica di consumo, in questo disco del ’66 usano sintetizzatori e suoni elettronici preregistrati, allora tutt’altro che comuni, per comporre brani con melodie e armonie tra il classico e il popolare. Il risultato sono delle surreali vignette musicali che a me ricordano la genialità di La Linea di Osvaldo Cavandoli, fumettista italiano, loro contemporaneo.
2. Harry Belafonte – The Belafonte Song Book Artista e performer straordinario, la perfezione e l’eleganza del canto sono al servizio delle profonde radici musicali da cui attinge. La musica popolare nelle sue espressioni più alte ha la funzione di essere catartica e rituale, in questo Belafonte è il sacerdote ideale.
3. Nina Simone – At Newport Stesso discorso ma al femminile, Nina Simone è la sacerdotessa ideale.
4. Duke Ellington – Duke Ellington & John Coltrane Questo è un incontro fra giganti, la cosa curiosa è che il disco suona molto leggero e facile. Fondamentalmente la formazione comprende i due leader con le rispettive ritmiche, contrabbasso e batteria, che si avvicendano nei brani. Di tutto si può fare a meno tranne che di un bassista e un batterista di sound.
5. Jimmy Giuffre – Western Suite Formazione cameristica senza batteria con Jim Hall alla chitarra e  Bob Brookmeyer al trombone che fanno da contrappunto a Giuffre al clarinetto e sax in una originalissima rilettura “bianca” del jazz afroamericano. L’ho visto spesso dal vivo nei primi anni novanta, musicista raffinato nella scelta di melodie, arrangiamenti e sonorità mai scontate, sempre alla ricerca del rischio e della imprevedibilità pur mantenendo sempre il fuoco sulla narrativa musicale.
6. Mulatu Astatke – Éthiopiques 4 Forse è il disco che ho ascoltato di più negli ultimi anni, c’è una magia indecifrabile in questi suoni registrati in Etiopia a cavallo del millenovecentosettanta.
7. Lou Red – New York Non c’è bisogno di dire molto. Un disco che comprai sia in vinile che nell’allora nuovo formato Cd Audio. Anche Berlin è un disco che si ascolta più che volentieri.
8. Maarten Altena – Rif Contrabbassista e compositore visionario nord europeo a cavallo tra la musica contemporanea e l’improvvisazione radicale. La musica è ben scritta e tiene costantemente con il fiato sospeso, grande ispirazione ed urgenza espressiva. Grande esempio di come anche i nuovi linguaggi più estremi possano essere molto godibili non solo a livello intellettuale. In questo ottetto suona anche Michael Moore che con Han Bennink e Ernst Reijseger fece una serie di concerti memorabili a Ravenna negli anni novanta con il Trio Clusone.
9. Paolo Conte – Concerti Il primo suo disco che ho ascoltato moltissimo è questo. Ho letto da qualche parte che Conte dice che fa sempre molta fatica a scrivere le parole e un tempo pensava di non esserne addirittura in grado, forse ho letto male.
10. Eric Dolphy – Out to Lunch! Questo disco stavo per dimenticarlo, volevo mettere il primo album omonimo dei Roxy Music ma poi ho pensato che Out to Lunch lo abbiamo davvero ascoltato molto di notte, parcheggiati.

* Nato a Faenza nel 1970, musicista, compositore e produttore, Francesco Giampaoli ha fondato insieme ad Andrea Scardovi l’etichetta Brutture Moderne “per convogliare pensieri ed energie”. Colonna portante di Sacri Cuori e Classica Orchestra Afrobeat ha inoltre pubblicato tre dischi solisti: A Caso (2009), Mi Sposto (2011), Danza Del Ventre (2013).

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