I dischi del 2016 secondo Radio Melody

In occasione di questo numero speciale di fine anno, abbiamo deciso di utilizzare lo spazio della nostra rubrica mensile “Consigli d’autore” per chiedere allo staff di Melody Box – trasmissione radiofonica nata su iniziativa di alcuni membri dello staff della storica emittente cesenate Radio Melody – alcuni “consigli”, appunto, sui migliori dischi usciti nel 2016. Ecco le preferenze (cinque dischi a testa) dei cinque dj che trasmettono dal lunedì al venerdì.

a cura dello staff di Melody Box

LUIGI BERTACCINI
David Bowie – Black Star

È stato un anno decisamente complesso, spesso offuscato più dalle dipartite che dalle novità, purtroppo, e pensare che Black star di David Bowie giganteggi così su tutto il resto fa impressione. Un disco che è un’opera d’arte in sé, con l’annuncio della fine e la vita dopo la morte dell’artista, con uno dei suoi dischi migliori, incredibilmente lucido nel suo sguardo verso (ancora una volta) il futuro.

PJ Harvey – The Hope Six Demolition Project

Mai come adesso ci vuole uno sguardo austero, coraggioso e travolgente come quello di The Hope Six Demolition Project di Pj Harvey. Un dispaccio freddo, musicalmente unico, asciutto e drammatico di quello che ci circonda.

Nick Cave – Skeleton Tree

Ancora un disco cupo e oscuro (eppure a casa ascoltiamo sopratutto 33 giri soul e rock’ n’roll…) ma Nick Cave ha inciso un’opera drammatica, con un coraggio e una emotività straordinari. Nessun autocompiacimento, il dolore della scomparsa del figlio espresso attraverso i suoni minimali e le liriche toccanti e straordinarie di Cave.

Sturgill Simpson – A sailor’s guide to earth

Questo è invece il futuro della canzone d’autore. come la conosciamo, americana, un vero e proprio disco cosmico dove soul, country, rhythm’ n’ blues e letteratura si sono incrociati magicamente. Qui c’è anche la miglior cover del 2016, la sua versione di “In bloom” dei Nirvana.

Bon Iver – 22, A Million

Anche Bon Iver ha lavorato sul futuro, 22, A Million è splendidamente un disco imperfetto, elettronica che sembra spezzarsi da un momento all’altro, suoni che appaiono e scompaiono, ma c’è una scrittura abbagliante dietro a tutto questo, e uno dei migliori talenti contemporanei.
LUCA D’ALTRI
Trentemøller – Fixion Anders

Trentemøller è ad oggi uno degli artisti più acclamati della scena elettronica. Nell’ecosistema di Fixion convivono il genio del danese con le voci di Marie Fisker, Lisbet Fritze e Jehnny Beth; la macchina si mescola con la componente umana, e le atmosfere si fanno bladerunneriane, le citazioni dark permeano le tracce, a ricordare che le radici sono importanti. Un album che difficilmente si coglie al primo ascolto, ma se ci soffermiamo potremo coglierne ogni dettaglio. Lavoro immenso.

Belgrado – Obraz

In questo loro ultimo album la band catalana decostruisce e riassembla magistralmente gli assiomi post-punk, riuscendo a proporli in una veste moderna e creativa. Gli elementi primitivi acquisiscono così il dinamismo, il ritmo, l’energia del ventunesimo secolo.

Rendez-Vous – Distance Band

Ruspante questo quartetto parigino che in questi sei brani (pubblicati dall’italianissima etichetta AVANT! Records) gioca fra synthwave e suoni più electro, mantenendo però come ferma base una fascinazione 80s wave. Un disco che esplode nelle orecchie!

Koban – Abject obsession

Ancora una pubblicazione AVANT! Records, quella per il duo canadese Koban. Forse l’album più oscuro del quintetto selezionato. Post-punk ossessivo e ipnotico, suono tagliente, chitarra lacerante, basso che pulsa. Un album che ti costringe a ballare e a perderti fra le sue note.

Hapax – Cave

Non poteva mancare un omaggio all’attivissimo panorama italiano di genere. Abbiamo scelto (il riferimento è anche alla cinquina di Matteo Bosi, ndr) di selezionare rappresentanze delle due piazze più significative degli ultimi anni nel panorama darkwave, ovvero Bologna e Napoli. Nel mio quintetto i napoletani Hapax con il loro secondo album, fresco di stampa, uscito per l’etichetta ticinese Swiss dark nights (la stessa di altre band napoletane come Ash code e Geometric vision). Già premiati da critica e pubblico con il loro primo lavoro Stream of consciousness non deludono neanche con questo Cave. Basso cupo, chitarra fluida, gli Hapax trovano un equilibrio d’insieme di grande personalità.
MATTEO BOSI
Mitra MitraMitra Mitra

Duo austriaco, minimal synth dal gusto retrò, al loro esordio arrivano direttamente alla meta con un album di assoluta genialità e disarmante vulnerabilità, circolare estraniante ossessivo come le migliori produzioni del genere.

Holygram Holygram

Band tedesca di new wave post punk che arriva subito nella tesa: ritmi crepuscolari minimal con evidenti retrogusti dark elettronici. Ancora una volta una scelta di confine, di sottocultura di marginalità artistiche capaci ancora dopo tanti anni di raccontarmi qualcosa che già conosco e che continua a suscitarmi un forte interesse, come una vecchia filastrocca.

European Ghost – Pale & Sick

Cupo e inteso, un altro album di esordio di una band italiana con sede a Bologna. Ancora una volta il filone post-punk produce un album di grande impatto, oscuro penetrante e meditativo. L’album risulta molto curato anche nei suoni e nel suo remastering. Gruppo assolutamente da seguire. A chiudere la mia cinquina i nuovi dischi di Trentemøller e Rendez-Vous di cui ha già parlato Luca D’Altri qui sopra.
MARCO TURCI
Kid Congo and the Pink Monkey Birds La Arana es la vida

Kid Congo è stato il chitarrista dei Gun Club, dei Cramps e dei Bad Seeds di Nick Cave, tanto per capire livello e territorio battuto. Questo disco del suo ultimo progetto è un frullato di punk e blues contemporaneo (ma come se gli anni 50/60 fossero ieri), ripassato da New York e New Orleans. Roba da patrimonio dell’umanità del R&R.
M. Ward – More rain

Ancora una volta un gran disco per suoni e scrittura. Come fa a mettere sempre in campo idee in modo così semplice? Buddy Holly ne sarebbe fiero!
Iggy Pop – Post pop depression

Un disco congegnato perfettamente e affidato alle giuste mani di Josh Homme. Le pianificazioni non sempre funzionano nel R&R. Questa volta si. E poi è Iggy Pop!
Flowering Inferno – 1000 watts

Disco meticcio e incontro di suoni governati dall’esperto Will Holland. Qui mette in campo una ritmica coinvolgente e dall’ampio spettro (si va dai ritmi latini e caraibici, al dub, alla battuta in levare), basi per il florilegio infernale di tastiere vintage e chitarre twang. Nuovi mondi da scoprire!
Coral – Distance Inbetween

Fermi per un po’ di tempo, i Coral sono tornati con un album che cambia un po’ le carte in tavola. Come sempre grandi composizioni, ma suoni più grossi e più datati. La batteria spacca!
MAGNUS
Pubblichiamo anche la cinquina pervenutaci senza commenti di Magnus, che ha scelto dischi di storiche band americane tra metal e punk-rock, Deftones – Gore (alternative metal); Face to Face – Protection (punk-rock); Blink-182 – California (pop-punk): Killswitch Engage – Incarnate (metalcore); Chevelle – The North Corridor (alternative metal).
MATTEO BOCCA
L’ultima cinquina è quella, pervenutaci anche questa senza commento, di Matteo Bocca, che comprende i già citati dai suoi “colleghi” nuovi dischi di Iggy Pop, David Bowie, M. Ward e Bon Iver, a cui si aggiunge  Think twice nuovo Lp di Nick waterhouse, cantautore americano che si muove tra rhythm and blues, jazz e soul.

* Melody Box è una fascia di trasmissioni radiofoniche che va in onda dal lunedì al venerdì su Radio Icaro Rubicone, fm 90.00, curata da alcuni dei fondatori della storica Radio Melody. Tutti i programmi sono in podcast sul Mixcloud di Melody Box.

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