Tra le spire del Re Biscio di Ribéss Records

A cura di Ribéss Records *

Foto Loretta Quartier Generale RibÇss Records 01Il mondo è bello perché è biscio. Essere contattati, come etichetta discografica, per un contributo pubblico di qualunque tipo significa solo una cosa: che qualcuno non prende sul serio la nostra mission di restare nell’ombra. Neanche noi, del resto.

Minchiate a parte, mettere il muso fuori dal sottosuolo è un aspetto inevitabile del grande gioco dell’underground. Da ormai tredici anni a questa parte ci siamo fatti il pelo allo stomaco assistendo a quello che, tredici anni fa, era concepibile solo a patto di abbracciare una visione rigorosamente distopica: la trasformazione radicale delle dinamiche del consenso – che ora è acqua calda e soporifera, ma per chi conserva memoria di com’era il mondo senza l’attributo 2.0 continua a essere una tonificante doccia fredda. Per fortuna abbiamo eletto a nostra guida e dittatore il Re Biscio, che notoriamente se ne sbatte delle logiche umane, e possiamo spiarle, prenderne parte o metterci in mezzo una distanza siderale in assoluta autonomia. Oddio, assoluta… diciamo quella che ci consente Sua Rettilità. Quindi sì, anche noi siamo orientati dal consenso: il Suo. Ognuno sceglie i propri tiranni.

Ribéss Records è una nanogalassia. Spingersi a dire che è anche un orizzonte può suonare azzardato: non fuori di testa, ma azzardato. Di sicuro è una specie di humus che scopriamo di volta in volta condiviso, senza premeditazione. Domanda: si possono trovare sedimenti di quell’humus negli ascolti dei suoi singoli alfieri, proseliti e complici? È quello che abbiamo cercato di capire coi nostri consigli d’autore.

Tempo fa, per dire, mesi prima di ricevere questo invito, abbiamo scoperto che almeno quattro esponenti della Bisciosfera, membri di altrettanti gruppi Ribéss, adorano da sempre un disco ben preciso. (Non sveliamo quale, ma ovviamente è finito in una delle Spire che ti proponiamo.) Di quei dischi che bene o male scavano un fossato tra te e gli altri, coi coccodrilli, i paletti appuntiti e tutto il resto; ma allo stesso tempo spalancano un altro fronte, affacciato a un nuovo mondo: solo un ponte tibetano di corde d’oro ti separa da un popolo sparpagliato di lillipuziani come te, e tu lo attraversi. In quattro, nella Bisciosfera, l’hanno attraversato con quel disco. Quattro non è una quantità minuscola in una nanogalassia. È un cazzo di numero significativo. Bè, ognuno dei quattro adora da sempre quel disco ben preciso e nessuno di loro aveva mai sospettato che anche gli altri lo adorassero. Com’è capitato di venirlo a sapere, non importa. Ribéss Records è la microscena che non finisce mai di scoprire se stessa.

Arriviamo alle Spire. Abbiamo accolto l’invito con quel mood oscillatorio, peristaltico tra il “chi siamo noi per dare consigli d’autore” e il “perché no, vivadio!?”. Ma la scelta dei dischi del cuore non poteva essere affidata a una-due persone (troppo sterile), così abbiamo chiesto ai gruppi Ribéss dei titoli importanti per la loro esperienza d’ascolto o addirittura per la loro maturazione artistica. E va bene. Ma in più questi titoli, a considerarli di sguincio, dovevano avere qualcosa a che spartire con la Ribéss: tipo “oh, non ci avevo mai pensato ma ’sto disco è un sacco ribessiano!”. Cosa significhi ribessiano, per ognuno di loro, l’abbiamo lasciato al loro insindacabile giudizio. In altre parole gli abbiamo chiesto di incrociare i loro gusti personali con la loro percezione complessiva della “cosa chiamata Ribéss”. Dal canto suo la casa-cosa-madre ha preso quei titoli e ne ha derivato uno schema: la matrice della biscitudine percepita.

Non chiederti con quale procedimento logico-alchemico l’abbiamo ottenuta: sono fatti nostri. Prendila così com’è, che domani sarebbe già diversa. Ma forse tra queste Spire c’è davvero il seme del suono che ci governa.

Un grazie grosso così alla nanogalassia che si è lasciata coinvolgere: Barachetti / Ruggeri, C.O.C., Forestale Val d’Aupa, Morose, Franco Naddei, Houdini Righini, TIR, unoauno e Pieralberto Valli.

Prevalga il Re Biscio.

Il maggiordomo di Sua Bisciosità

 

SPIRA I
Einstürzende Neubauten Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala (Some Bizzare 1987)
Woven Hand Blush Music (Glitterhouse 2003)
Bachi da Pietra Quarzo (Wallace 2010)
Knife Tomorrow, in A Year (Rabid 2010)
Swans The Seer (Young God 2012)
Alfio Antico Antico Origine (Believe 2016)
Heilung LIFA (Season of Mist 2017)

SPIRA II
Smog The Doctor Came At Dawn (Drag City 1996)
Boxed Ensemble Dutch Harbor: Where The Sea Breaks Its Back (OST) (No Choice 1997)
The Black Heart Procession 2 (Touch & Go 1999)
Songs: Ohia Ghost Tropic (Secretly Canadian 2000)
Patrick Phelan Parlor (Jagjaguwar 2001)
Matt Elliott Failing Songs (Ici, d’ailleurs… 2006)
Soap&Skin Lovetune For Vacuum (Couch / PIAS 2009)

SPIRA III
Sun Ra and his Myth Science Arkestra The Lady with the Golden Stockings aka The Nubians of Plutonia [1958-1959] (El Saturn Records 1966)
Camisasca La finestra dentro (Bla Bla 1974)
Tom Waits Swordfishtrombones (Island 1983)
Neutral Milk Hotel In The Aeroplane Over The Sea (Merge / Blue Rose 1998)
Arab Strap Philophobia (Chemikal Underground 1998)
Fausto Balbo Falbo (Snowdonia 2004)
IOSONOUNCANE La Macarena su Roma (Trovarobato 2010)

SPIRA IV
Erik Satie Gnossienne [1889-1897]
Talk Talk Spirit Of Eden EMI 1988
Codeine Frigid Stars (Glitterhouse 1990 / Sub Pop 1991)
His Name Is Alive Mouth by Mouth (4AD 1993)
Dakota Suite Signal Hill (Glitterhouse 2000)
In My Room Saturday Saturn (Suite Side 2005)
Ernst Reijseger Cave of Forgotten Dreams (OST) Winter & Winter 2012

SPIRA V
cLOUDDEAD [omonimo] Mush / Big Dada 2000
GoldFrapp Felt Mountain (Mute 2000)
Hood Cold House (Domino 2001)
Fog Ether Teeth (Ninja Tune 2003)
Angil & The Hiddentracks & B R OAD WAY The John Venture (6am / Unique 2006)
DM Stith Heavy Ghost (Asthmatic Kitty 2009)
Massive Attack Heligoland (Virgin 2010)

* Ribéss Records è un’etichetta indipendente attiva dal 2005 e con base a Santarcangelo di Romagna

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