Quattro dischi per quattro concerti – di Stefania “Alos” Pedretti

di Stefania “Alos” Pedretti *

Sono una persona che ama la musica, soprattutto dal vivo. Sono cresciuta andando a concerti e continuo ad andarci. Vorrei condividere, qui con voi, alcuni nomi di artisti il cui concerto mi è entrato nel cuore e che di conseguenza, una volta avuto il disco in mano, ho ascoltato ininterrottamente.
Quattro album e quattro concerti che non potrò mai dimenticare.

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Stefania “Alos?” Pedretti

Concrete – “Nunc Scio Tenebris Lux”
Concrete è un gruppo romano che ha fatto la storia della musica H/C indipendente italiana. I loro live erano pieni di energia con testi in italiano urlati a squarciagola. È stato il primo gruppo che ho visto suonare dal vivo con tre bidoni di benzina come percussioni: era il 1998, non ci potevo credere. Musica stile Neurosis, ma ancora più emozionante e molto personale. Nel disco, fra gli strumenti c’erano anche un  pianoforte e un violoncello. Penso che siano stati i primi nella scena H/C a fondere riff metal con strumenti classici e avere parti strumentali. Ancora oggi risentendo la traccia 2 mi salgono i brividi.

Diamanda Galas – “Plague Mass”
Unica e inimitabile, la più grande cantante dopo La Callas. Una figura che dovrebbe essere fondamentale per ogni musicista ma soprattutto per ogni musicista donna. “Sono L’Antiscristo” penso sia uno dei pezzi più belli che esistano. Ho avuto la fortuna di vederla dal vivo nel 1998 e nel 2001 in uno dei suoi primi concerti pianoforte e voce in cui rileggeva in chiave completamente personale alcuni classici della musica blues. La sua voce è impossibile da descrivere, ti entra nelle viscere e ti perfora l’anima.

Suuns and Jerusalem in My Heart “S/T”
Ho scoperto i Suuns qui a Ravenna, diciamo che sono ospiti abituali del Bronson e dell’Hana-Bi, ma il disco a cui mi riferisco è una collaborazione fra il gruppo e il musicista e loro produttore Radwan Ghazi Moumneh di Jerusalem in My Heart. Un disco che unisce musica elettronica super fine e sonorità medio orientali, altamente poetico e perfetto da ascoltare in viaggio. Ho avuto la fortuna di vedere la prima mondiale del concerto in Canada al FIMAV Festival, in cui suonavo anch’io con il mio gruppo Ovo. Sono andata a vedere il concerto anche se stremata dal viaggio e in pieno jet-lag. È stata un’esperienza quasi mistica.

Wolves in the Throne Room “Black Cascade”
Uno dei miei gruppi preferiti: i creatori del nuovo black metal. “Black Cascade” è  il loro disco che ho ascoltato di più e che rappresenta al massimo la loro arte. Al contrario degli altri gruppi e dischi di cui vi sto parlando, ho conosciuto la loro musica prima su disco e solo quest’anno sono riuscita a vederli suonare dal vivo.  Concerto strepitoso, un rituale arcaico e oscuro, ero emozionata come una ragazzina e mi rendevo conto di riconoscere i pezzi dal primo riff. Li amo profondamente e sono il gruppo che ascolto a casa a tutto volume quando ho voglia di pulirmi la mente o sono arrabbiata. Anche questo disco è perfetto da ascoltare in macchina a tutto volume.

 

* Stefania Pedretti, nata a Vigevano 41 anni fa, è musicista e performer attiva dal 1998, membro di ?Alos e OvO. Con più di mille concerti all’attivo ha suonato oltre che in Italia e in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, Russia, Cina, Vietnam, Messico e Israele. Nel 2015 e nel 2016  ha collaborato, come musicista e producer, con il regista teatrale svedese Markus Ohrn nel progetto Azdora. Da quest’anno ha iniziato a collaborare come curatrice musicale, insieme a Francesca Morello, con Santarcangelo Festival. Vissuta tra Milano e Berlino, è ormai da anni ravennate d’adozione

 

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