Il nuovo giallo di Giulio Leoni con Dante Alighieri

Leoni_L'ultimo Segreto Di Dante«Dante aveva davvero tutte le caratteristiche di un autentico eroe da romanzo giallo: la sagacia, il coraggio, la logica, il dinamismo, la passione morale e politica, la profonda conoscenza della natura umana e del male. E anche, diciamolo, una forte attrazione perle belle donne. A parte fumare e bere whiskey, cosa gli mancava?».

In un’intervista di molti anni fa, Giulio Leoni sintetizza così la propria scelta di far vestire a Dante Alighieri i panni di un protagonista di romanzi gialli. Una scelta compiuta in tempi non sospetti: il suo primo romanzo, Dante e i delitti della Medusa, vince il premio Alberto Tedeschi come miglior inedito, e viene pubblicato dal Giallo Mondadori, nel 2000. L’ottavo titolo della serie, L’ultimo segreto di Dante (Editrice Nord, 2021), ha almeno due elementi di novità che stupiscono, rendendolo davvero una “novità”. Molto piacevole.

Il romanzo è costruito su due piani temporali. Il 1313, anno in cui Dante, fallita la missione a Venezia per cercare un balsamo in grado di salvare la vita all’imperatore Arrigo VII (vicenda raccontata ne La sindone del diavolo del 2014), spera di trovare un erede di quel sogno in un cavaliere che dice di essere diretto discendente di Federico II. E si è acquartierato a Lucera, in Puglia.
E il 1936, quando Heinrich Himmler (capo della Gestapo e delle SS), vuol far recuperare un antico documento che dovrebbe attestare le origini… germaniche di Dante Alighieri; nascosto a Lucera, va da sé.
Protagonista italiano dell’intrigo, l’ex tenente dell’impresa di Fiume, ora architetto, Cesare Marni, altro personaggio di Leoni molto amato dai lettori.

L’incrocio fra i due piani, con trame dense di colpi di scena, donne seducenti e personaggi misteriosi, funziona alla perfezione e L’ultimo segreto di Dante diventa così uno fra i migliori omaggi al Poeta, nel settecentesimo anniversario della morte. Anche perché mostra il lato sofferente di Dante che, mentre deve completare la stesura della Commedia, è attraversato da dubbi filosofici e religiosi: è stanco, solo e con lo spirito sempre più indebolito e confuso, segnato dall’incontro con personaggi inquietanti.

Giulio Leoni, come sempre rispettoso delle figure storiche e dello spirito dei tempi, muove i protagonisti con maestria; gioca con Marni, che esce dalla storia ancora di più caratterizzato (e pronto a nuove avventure); riserva grande affetto per Dante, che lascia di fronte a un mistero davvero fuori misura e non risolto.

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