Il ritorno di Lorenza Ghinelli, oltre la favola nera letteratura vera

Ghinelli Tracce Del SilenzioL’Uomo dei Sogni attraversa ancora le pagine di Lorenza Ghinelli, che è tornata alle proprie atmosfere cupe con Tracce dal silenzio, romanzo pieno di dolore e d’amore in libreria da poche settimane (Marsilio, seconda uscita della collana “Lucciole”).

Nel romanzo d’esordio di otto anni fa, Il divoratore appunto, faceva sparire i bambini; qui l’uomo nero ha molte declinazioni e possiede la consistenza dell’aria o del fumo, tanto da impregnare molti personaggi. Così, ancora una volta, ci si deve confrontare con l’altra faccia del male.

La storia ruota attorno a Nina, bambina di dieci anni che ha perso l’udito in un incidente. Il dramma ha portato la famiglia molto vicino al punto di rottura: il padre, intellettuale, si sente responsabile di quanto è accaduto e la madre non glielo perdona. Solo il fratello, Alfredo, pur nella timidezza tipica di molti adolescenti, sta costruendo il proprio futuro. Ad esempio nel cercare di superare le proprie difficoltà di rapporti con due ragazze, profughe afgane, Rasha e Nur. Nel cortile a fianco della casa di Nina abita una vecchia, Rebecca, che ha sulle spalle una sofferenza antica, che arriva dagli anni della seconda guerra mondiale; con un lutto insanabile nell’anima. E il mondo si complica quando un adolescente viene assassinato; a quella morte ne segue un’altra, con vittima un altro ragazzo.

Alcuni commentatori hanno visto in Tracce del silenzio una nuova favola nera; e hanno citato Hansel e Gretel (e perché non Stephen King?). Certo, Lorenza Ghinelli manovra da sempre con sapienza gli archetipi della letteratura, rinnovandoli.
Qui li tiene però “sotto controllo” per parlare di temi che le stanno a cuore: la difficoltà di crescere e diventare adulti; la diversità come essenza di ogni persona, al di là di pregiudizi e schemi; il peso, o se si vuole l’eredità della storia, che nel bene o nel male marchia tutti; l’assurdità di essere manichei, perché bianco e nero, da soli, non possono esistere. Così come il male e il bene.

Quindi è semplicistico parlare di favola, anche se si incontrano riflessi di soprannaturale: Tracce del silenzio racconta il mondo di oggi, mostra donne coraggiose che sanno superare la paura, stigmatizza la mediocrità e l’ipocrisia. È dalla parte delle donne e dei bambini, senza slittare mai nelle trappole del “politicamente corretto” e del comizio.
Letteratura vera, quindi. Come sa esserlo quella di genere.

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