Una nuova trilogia di adolescenti speciali con poteri “speciali”

Young Adult: ecco una definizione “recente” di un genere letterario che esiste da sempre, quello dei romanzi dedicati agli adolescenti. Che è diventato fenomeno editoriale dopo i successi di saghe come Twilight o Cronache del mondo emerso. Ci si trova sempre davanti a uno fra i momenti più delicati della vita: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, vissuto naturalmente senza mezze tinte: grandi amori, dolori terribili, avversari potentissimi e sanguinari. E via così declinando. In questi territori si muove Il bacio della morte, romanzo d’esordio di Marta Palazzesi, primo capitolo della trilogia “La casa dei demoni”  (Giunti Editore).
C’è un Palazzo, in Romania, una sorta di enclave, dove esseri potenti e magici allenano i “mezzosangue”, figli di umani e demoni: da adulti dovranno affrontare e sterminare gli Azura, creature feroci che abitano nel Mondo Sotterraneo e sono in realtà uguali a noi (a parte unghie lunghe e affilatissime). Thea, 18 anni, ribelle e irrequieta, è fra questi allievi-cacciatori, figlia di un Incubus armeno potentissimo e di una donna normale. È amica della figlia del Signore del Palazzo, meno irruenta di lei e molto fashion. Sulla scena irrompe Damian, nuovo compagno di allenamenti di Thea, affascinante e cupo, “Succubo” con un passato doloroso e con grandi poteri. Ecco qua: gli Azura si scatenano, si accendono amori forse impossibili e, va da sé, il mistero si infittisce. Perché ci sono altri due capitoli in arrivo (ah,Thea può entrare nella mente e creare sogni).  
Troppo scontato? Troppo Carolina Invernizio (che ha scritto Il bacio di una morta) del Terzo Millennio? No, perché Marta Palazzesi anima i propri personaggi con grazia e intelligenza; lascia capire che conosce perfettamente l’ambito in cui si muove, senza appesantire con citazioni o riferimenti. Insomma, sa raccontare una storia di adolescenti speciali, che ovviamente hanno problemi “speciali”: come resistere alle avance di un principe russo diciottenne che può resuscitare chi è morto da poco tempo? E Marta racconta meglio di altri firme più blasonate. Buona, infine, l’idea di spostare questo genere letterario dal Nuovo al Vecchio Continente, culla di tutte le leggende che attraversano queste pagine ben scritte. Un unico appunto: l’autrice poteva osare di più, collocando il suo Palazzo in Italia. Questa è una terra che, anche quanto a tradizioni e folklore, ha un sacco da “insegnare” a tutti.
 
Marta Palazzesi, Il bacio della morte
Giunti, 384 pagine

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