Glossario ravennate post crisi di Governo

Glossario ravennate da utilizzare all’indomani delle nuova, entusiasmante, crisi di Governo.

Ora si può dire, per esempio:

– essere riconoscenti come un De Pascale (quando ti capita, in buona compagnia, di vederti quasi raddoppiare lo stipendio grazie a un documento approvato dal Governo Draghi. E, come se non bastasse, poco prima della crisi è arrivata anche la conferma del rigassificatore, a cui vuoi già bene come a un figlio);

– essere spaventati come un Gallonetto (non si tratta di una specie di volatile ma di un tipo di assessore fedele all’ex premier Conte che non vuole però tornare a lavorare proprio ora che si era guadagnato uno stipendio da assessore a Riforestazione e Diritti degli Animali);

– essere inutili quanto un De Carli (dal nome dell’alto dirigente del Popolo della Famiglia che dopo aver preso le più grandi bastonate elettorali in ogni dove, si finge ancora un politico navigato e si imbarca in un nuovo progetto piazzando sul simbolo un bel “no al green pass” e alleandosi – non fosse bastato avere come capo Adinolfi – con un ex CasaPound);

– essere coerente fino in fondo come: 1. un Ancarani (con il “coerente” in questo caso inteso nella percezione comune del “coglione”, nel senso di quello che aspetta per anni, inutilmente, una ricompensa per la sua incomprensibile fedeltà, che invece non arriverà mai) / 2. come un Ferrero (nel senso comune di “culo rotto”, nel senso di “molto fortunato”, ossia di chi, in generale, mai avrebbe pensato di ritrovarsi, da fascista qual è sempre stato, a guidare – anche se solo in provincia – quello che è diventato il primo partito d’Italia);

– essere, semplicemente, un Rolando (sempre attuale, ancora di più dopo la pandemia. Chi vuole intendere intenda).

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