Mamme, donne e mondi ideali

 

Nel mio mondo ideale, nessun uomo invierebbe foto e video intimi della sua ex in una chat di amici.

Qualora lo facesse, tuttavia, i suddetti amici gli direbbero che loro non sono ragazzini di seconda media, che l’intimità altrui va sempre rispettata, che cancelleranno le foto e finirebbe lì.

Se tutto questo non accadesse e una mamma si accorgesse che suo marito riceve dagli amici foto osé della maestra d’asilo evidentemente non destinate a loro, nel mio mondo ideale quella mamma spiegherebbe al marito quali sono i confini etici e legali da rispettare nei rapporti con gli altri, e poi magari si chiederebbe che razza di minchione ha sposato, ma questa è un’altra storia.

Nel mio mondo ideale, infine, se una dirigente scolastica apprendesse che una sua giovane collaboratrice è vittima di revenge porn (rammentiamo che in Italia la diffusione illecita di immagini o di video sessualmente espliciti costituisce reato ai sensi della legge 69 del 19/07/19), le offrirebbe il suo sostegno umano e legale, altro che chiederle le dimissioni.

Soprattutto, in questa triste storia, mi colpisce come le donne coinvolte, a parte naturalmente la vittima, siano persone che hanno bambini, o che lavorano con i bambini. Persone, quindi, che hanno materialmente in mano il futuro. Un futuro in cui loro vorrebbero tramandare un moralismo pruriginoso che evidentemente non è stato sepolto negli anni ’50, in cui una donna non è ancora libera di fare, nella sua intimità, ciò che vuole. Che amarezza.

 

 

 

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