Relax? No: vacanze con i figli

 

Mai come quest’anno abbiamo desiderato la bella stagione, l’aria aperta, le vacanze.

Gli incauti amici senza figli che con aria sognante e vagamente nostalgica ti spiegano quanto si siano goduti il lockdown, tra intense letture e lunghe sedute di yoga domestico, forse non ne hanno così bisogno, ma noi certamente sì. E allora, tra doverose cautele e limiti imposti, ci troviamo a decidere cosa fare in questa strana estate 2020. Le vacanze all’estero sono complicate, ma abbiamo la fortuna di vivere nel paese più bello del mondo, giusto? A voi qualche opzione:

Il mare. L’Italia vanta quasi 8.000 km di coste, dunque la vacanza al mare è possibile (quasi) per tutti e sembra opzione sensata e ragionevole per ogni famiglia. In questo caso il relax inizia già in macchina, soprattutto se devi raggiungere le coste salentine e i pupi iniziano a chiedere “siamo arrivati??” al casello di Savignano sul Rubicone. Date retta a me: rivalutate Pinarella di Cervia e, soprattutto, risparmiate i soldi dei lettini da spiaggia, tanto le vostre affaticate terga non vi si poseranno MAI.

Città d’arte. Chi di noi non ha osservato con straniata ammirazione quelle famiglie svedesi con quattro figli che girano in scioltezza per musei e siti archeologici con aria rilassata e sorridente? Perché mai non dovremmo farlo anche noi, tanto più che con un tasso di natalità di 1,34 figli per donna, raramente ci portiamo dietro più di due pupi. Ma poi l’immagine di tuo figlio che trasforma i fori imperiali in un’immensa pista per monster truck o che decide di apporre un’inusitata aggiunta a una tela di Caravaggio ti fanno rimandare l’opzione colta. Mi sa che ci tocca chiedere lumi all’ambasciata svedese.

I cammini. Tornate di gran moda negli ultimi anni, le vacanze a piedi lungo affascinanti e antichissimi sentieri apparentemente mal si conciliano con la presenza di bipedi umani sotto i dieci anni, ma in realtà si tratta di fine strategia che possiamo riassumere in una parola: sfiancarli. Gli avventurosi trekker con prole devono pensare che dopo venti km a piedi le piccole pesti si addormenteranno per forza. Opzione indubbiamente interessante, presenta una sola (ma esiziale) controindicazione: la triste realtà è che dopo 20 km a piedi saremo sfiancati anche noi.

La montagna. L’aria fresca, i panorami mozzafiato, mucche e caprioli: probabilmente la montagna è l’opzione più furba per chi ha figli piccoli. Soprattutto se vai in uno di quei family hotel con miniclub aperti 20 ore al giorno e in cui il servizio in camera ti recapita il biberon a temperatura perfetta anche alle 3 di notte. La paradisiaca visione di te e tuo marito che vi godete un aperitivo sullo sfondo delle Dolomiti mentre il piccolo gioca felice su un prato vi accarezza la mente, finché l’occhio non vi cade sul preventivo richiesto: all’incirca 5.000 euro per sette giorni di vacanza. Mi correggo. I genitori che vanno nei family hotel non sono più furbi: sono banalmente più ricchi.

Qualunque sia la vostra scelta, e anche se restate in città, buone vacanze a tutte e tutti. E accettiamo la realtà: le vacanze con bambini non sono molto rilassanti. E però sono molto, molto divertenti.

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