Biennale del mosaico: gli allievi del liceo si misurano con la tradizione

Paolo E Francesca

“Paolo e Francesca” parte del progetto Mosaico e Dante

Più di centocinquanta allievi coinvolti alle prese con l’eredità di alcuni tra i più grandi mosaicisti della bottega ravennate: ispirazioni, riflessioni e creatività di menti duttili e fresche che tornano nel passato per catturare la scintilla sempre viva di una tradizione millenaria.

La Biennale del Mosaico Contemporaneo di Ravenna è anche questo: formazione e sguardo verso il futuro, quella particolare inclinazione al concretizzare in prospettiva che solo chi è destinato ad ereditare il tempo può avere. Stiamo parlando dei progetti del Liceo Artistico Nervi – Severini. «Tutto comincia quando un gruppo di mosaicisti, approfittando delle impalcature per il restauro dei mosaici parietali delle Basiliche ravennati, ora Patrimonio Unesco, compiuti tra gli Anni ‘20 e gli Anni ‘50 dagli stessi restauratori, artisti come Alessandro Azzaroni, Giuseppe Zampiga, Libera Musiani, Sergio Cicognani, Ines Morigi Berti e Zelo Molducci pensano di “catturare” frammenti di mosaici da utilizzare per scopi commerciali – racconta Maria Teresa Buglione, preside del Liceo. – Successivamente, siamo verso la fine degli Anni ’50, l’idea di fondare una scuola comincia a prendere corpo e a consolidarsi con l’opera di promozione di Teodoro Orselli, Antonio Rocchi e Giovanni Guerrini. In data 1 agosto 1959 fu definitivamente sancita la costituzione dell’Istituto d’Arte per il Mosaico a Ravenna».
Le fa eco Elena Pagani, coordinatrice dei progetti per la Biennale: «I progetti sono nati coinvolgendo gli allievi con l’idea di “far esplodere” il liceo nei luoghi significativi della città, riprendendo l’origine del mosaico contemporaneo “a cavalletto” – nato realizzando copie dall’antico, partendo dai cartoni creati dai mosaicisti durante i restauri, ovvero modelli da seguire per la loro riproduzione, una pratica didattica tuttora in auge – e il collegamento quotidiano con i monumenti. Tra le attività che ci hanno dato più soddisfazione, sicuramente i laboratori: i turisti sono letteralmente impazziti vedendo i ragazzi al lavoro».

I ragazzi che studiano il mosaico di ieri e di oggi, con applicazioni nell’architettura, nelle arti figurative, fino alla grafica e al multimediale, hanno quindi contribuito attivamente con le loro proposte a una rassegna che esplora i luoghi di origine del mosaico bizantino ravennate, realizzando installazioni e laboratori dimostrativi nelle Basiliche di San Vitale, Sant’Apollinare Nuovo e Cattedrale Metropolitana: cartoni, copie e mosaici work in progress in relazione ai rispettivi monumenti, che raccontano la storia della scuola, insieme alle tecniche che stanno apprendendo.

Fino al 24 novembre sarà possibile passeggiare per il centro di Ravenna e visitare, per il progetto “Artifex mosaico – Dall’Antico al Contemporaneo” curato da Pagani, le installazioni Aironi a San Vitale, Caifa a Sant’Apollinare Nuovo e Vergine orante alla Cattedrale Metropolitana; mentre Mosaico e Dante a cura di Enrico Roda e Federico Zanzi e La stanza di Mandy a cura di Silvia Colizzi ci attendono rispettivamente agli Antichi Chiostri Francescani e a Palazzo Rasponi in Piazza Kennedy.

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