Alle origini della cultura musicale europea: l’arte delle muse tra poesia e teatro in Grecia

Teatro Di Delfi 700x583La cultura musicale europea è ricordata per la grande importanza storica e sociale che ha avuto nel corso degli ultimi cinque secoli. Essa, però, non è che il prodotto di un lungo processo evolutivo nato almeno da quattro millenni. Prima pietra miliare di questo viaggio è certamente la μουσική τέχνη (musixé tecne), l’arte delle Muse, nata nell’antica Grecia, vera culla della civiltà occidentale. All’epoca, infatti, l’arte dei suoni era considerata un unicum insieme con la poesia: è emblematico che gli aedi fossero erranti cantori di poemi epici, tra i quali il più famoso è certamente Omero.
Questa dualità era espressa a diversi livelli nella musica, per esempio, nei gruppi di strumenti, quelli a fiato e quelli a corda: i primi avevano come rappresentante illustre l’αὐλός (aulòs), storicamente tradotto con flauto ma oggi giustamente riconosciuto come strumento affine all’oboe, dotato di ancia doppia; i secondi, invece, erano riconducibili alla famiglia delle lire a giogo tra le quali spiccavano la lira, la cetra e l’antica φόρμιγξ (phorminx) celebrata nell’Ode Pitica I di Pindaro. In questa dualità si rivede anche la separazione tra apollineo e dionisiaco: proprio al dio dell’ebbrezza erano sacri gli strumenti a fiato ma, per evitare le necessarie contorsioni del viso nella produzione del suono, come accompagnamaento alla poesia si prediligevano le cetre tanto che il più noto cantore di tutta la mitologia risponde al nome di Orfeo il cui strumento sarebbe stato posto tra gli astri da Zeus stesso.
Oltre alla questione organologica, è importante il rapporto che gli strumenti intessevano col canto. L’armonia non era intesa secondo la definizione attuale ma è certo che gli strumenti suonassero le stesse note cantate dall’aedo seguendo il principio dell’omofonia: non vi era, quindi, sovrapposizione di suoni diversi, probabilmente anche a causa di difficoltà intonatorie insite negli strumenti stessi.
Vi è, infine, una parte della musica greca che non solo è stata trascurata dalla storia, ma quasi dimenticata: la musica nel teatro. La tragedia, la più alta forma di teatro greco, aveva parti cantate importantissime, si pensi per esempio alla funzione del χόρος (coros) nelle opere dei più grandi scrittori greci: proprio la parola coro è giunta direttamente in italiano senza sostanziali cambi di significato così come ὀρχήστρα (orchestra), parola che designava un luogo fisico del teatro e che grazie a una metonimia indica oggi un gruppo di strumentisti.
Già da queste piccole note è evidente quanto l’eredità della musica greca pesi sulla concezione moderna del mondo sonoro ed è quindi giusto tentare di sciogliere i veli che il tempo ha posto sulla conoscenza dell’arte delle Muse.

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