Finalmente nessuno potrà più suonare nei fine settimana…

Suonatori DilettantiFinalmente è successo. È notizia di pochi giorni fa che in una città italiana sarà vietato suonare strumenti musicali durante il sabato pomeriggio e i giorni festivi. Vale a dire che nessuno potrà più esercitarsi, trarre piacere o semplicemente strimpellare uno strumento nei fine settimana e nelle feste comandate.

Era ora! L’articolo 9 della Costituzione Italiana, infatti, afferma che «la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica» e prosegue tutelando «il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», ma nulla dice riguardo la possibilità di spargere inquinamento acustico prodotto in proprio durante i giorni stabiliti per il riposo.
Finalmente sciami di musicisti (da questa norma del nuovo regolamento di Polizia Urbana e convivenza civile i più colpiti saranno certamente i classici “suonatori della domenica”) cesseranno il loro ronzio ferino e cederanno il passo al suono di divertimenti leciti. O a quello del tagliaerba.

Si celia. In rete questa notizia – purtroppo vera – ha scatenato orde di musicisti indignati che hanno versato bile e rivestito della ben nota “camicia nera” chi queste norme le ha pensate. È, però, necessario dissentire e affidarsi a una frase di Walter Benjamin, il quale asseriva che «il fascismo ha estetizzato la politica»: l’evidenza dimostra che queste norme, ahinoi, non sono il frutto di una scelta estetica ragionata e nostalgica, bensì il risultato di un lungo e progressivo impoverimento della sensibilità che affligge ormai da troppo tempo la Repubblica Italiana, figlio di una logica capitalistica nella quale tutto è merce e se qualcosa non lo può diventare è da estirpare senza remore.

In fondo, l’annichilimento dell’arte (e del senso critico che dalla fruizione di essa ne deriva) è stato uno dei più grandi successi che si possono ascrivere all’Italia dal dopoguerra a oggi.
Pare che il motivo per cui Johann Sebastian Bach compose le celeberrime Variazioni Goldberg nel 1745 fosse l’insonnia del conte Hermann Carl von Keyserling, il quale, per distrarsi, chiedeva al giovane Johann Gottlieb Goldberg di suonare questi brani composti per questa specifica evenienza.
Forse accadde solo durante i giorni feriali…

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