Con “Purtimiro” ecco a voi il suono della Meraviglia

RINALDO ALESSANDRINI 1

Meraviglia. Con questa semplice parola si può riassumere il concerto inaugurale della nuova rassegna “Purtimiro”, andato in scena sabato 3 dicembre al Teatro Rossini di Lugo. Essa, infatti, è suscitata a diversi ordini e gradi. Il primo, il più semplice da spiegare, è dovuto ai meravigliosi interpreti che hanno calcato il palcoscenico del teatro lughese. La musica di Monteverdi, sotto le sapienti mani del Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini, viveva di quella luce che raramente rischiara il teatro Rossini. Su tutto, c’è da dire, colpivano due cose, l’intonazione definita al laser di cantanti ed orchestra (nemmeno il clavicembalo si è scordato in maniera sensibile, evento più unico che raro) e la totale ed integrale intellegibilità delle parole, merce rarissima tra i cantanti. Certo, la selezione dei brani della serata aiutava la bellezza. Cosa prediligere tra Il combattimento di Tancredi e Clorinda ed il Lamento della Ninfa è arduo, ancor più se tra di essi vengono inanellati, senza soluzione di continuità altri tra i più bei madrigali e brani strumentali. Ovviamente non poteva mancare il duetto a due soprani che dà il nome alla rassegna, addirittura bissato nella sua prima parte, ma, se veramente si dovesse trovare un primus inter pares con buona probabilità la scelta potrebbe ricadere sul tenore ifjoeiwfjwoifw che, nell’interpretazione del narratore del Combattimento cesella diminuzioni e sfiora affetti sopiti anche nelle orecchie dei meno avvezzi al repertorio madrigalistico.

La seconda meraviglia è proprio l’arditezza di questo appuntamento. Il 3 dicembre 1986 il Teatro Rossini riapriva i battenti dopo la chiusura dovuta ai gravi danni che l’ultima folle guerra che devastò l’Italia ed il mondo intero aveva inflitto all’edificio. Proprio questo concerto, dunque, sanciva il trentesimo anniversario dalla riapertura del teatro lughese al pubblico e non è un caso che l’edificio intitolato ad uno dei più grandi operisti della storia della musica celebri il trentennale con le opere di colui senza il quale l’opera lirica non sarebbe sorta, così come anche il Maestro Alessandrini, nella presentare il concerto e la rassegna al pubblico lughese, ricordava.

Ora non rimane a questa rassegna che riconfermarsi, a partire dai prossimi appuntamenti, sperando che il pubblico che aveva gremito la sala per il concerto inaugurale non si lasci intimidire dal repertorio, desueto (per la città romagnola) ma incantevole.

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