mercoledì
20 Maggio 2026
Rubrica Sbicchierate

“Allons enfants de la patrie”

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Oggi vi parlerò di un uomo che per le sue capacità stregoniche potrebbe tranquillamente comparire come guest star nella saga di Harry Potter. Un uomo che cinquant’anni fa si trasferisce dalle Fiandre nel Mâconnais, in Borgogna, impara a lavorare le vigne e vinificare insieme alla moglie e nel giro di qualche anno diventa il mago assoluto dello chardonnay, con vini controtendenza e fuori da ogni logica, osteggiati e derisi dai local, ma oggi icone assolute della Borgogna e molto rari da reperire. Sto parlando di Jean-Marie Guffens, ma il vino che butto in campo non arriva del suo domaine (visto che costerebbe più del plutonio) ma è il Vin de France “Triangle de Guffens” 2019 del Domaine Verget (a Sologny), che lui stesso ha creato nel 1990 e con il quale il buon Jean-Marie collabora ora come enologo.

In questa “Triangle de Guffens” – siamo sui 40 euro, mai spesi meglio – troviamo una cuveé di roussanne, viognier e sémillon (20%, 20% e 28%), cui si aggiunge un 30% di chardonnay, unico non affinato in legno. Quest’ultimo domina all’olfatto, con frutti tropicali bellissimi, alfieri di una complessità inebriante che rivela anche note tostate e una gran coerenza dall’inizio alla fine. Diciamolo, siamo in presenza di un fuoriclasse, di un altro campionato, di un vino che ti ridefinisce le poche patetiche certezze che credevi di avere. Al palato si fondono potenza e freschezza, legno nobile e struttura raffinata in un grande equilibrio. Io, anche solo a ripensarci, mi commuovo, scusate.

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