Ho un quesito: leggo di una bottiglia di Romanée-Conti del 1945 battuta all’asta a 812.500 dollari. Premesso che si tratta di un vino assolutamente ancora bevibile e probabilmente eccezionale, l’aprireste e addio investimento o vi terreste la curiosità in aeternum? Comunque, torniamo sulla terra e parliamo di un altro rosso, ma da 17,50 euro, l’Agra 2024 Pinot Noir Sudtirol Alto Adige Doc di Nals Margreid. Questo è uno di quei Pinot Nero che non hanno nessuna voglia di fare i sofisticati a tutti i costi. E meno male. Non è il cugino snob di Borgogna che parla solo francese e ti guarda male se non capisci le sfumature di sottobosco umido. Qui siamo più dalle parti di uno che ti offre un bicchiere con naturalezza e poi, en passant, te ne versa un altro e un altro ancora e arrivederci.
Nel calice è rubino leggero, senza muscoli inutili. Al naso parte subito con ciliegia e lampone, qualche spezia intuita e una punta pepata che fa il suo dovere senza spacconate. In bocca è fresco, scorrevole, con tannini educati e quella piacevole succosità che ti fa pensare “oilà, questa bottiglia finisce troppo in fretta”. Non è un vino da meditazione, ma da conversazione. Da tavola, più che da analisi. Da pasta ben condita, magari, o da un secondo semplice ma saporito. Insomma, un Pinot Nero che non cerca di stupire, ma di piacere, e spesso, alla fine, è proprio quello che ti serve.



