domenica
31 Maggio 2026

La pratica del “Needle Drop”

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Ed O’Brien – Blue Morpho (Transgressive, 2026)
Come molti appartenenti alla categoria degli impallinati di musica e film, anche io sono particolarmente sensibile alla pratica del cosiddetto Needle Drop, ovvero quella cosa per cui nella scena cardine di un film arriva una canzone particolarmente giusta e il tuo cuore finisce a brandelli. Uno degli esempi migliori del passato recente è una canzone degli Wolf Parade suonata nella quinta puntata di Heated Rivalry, ad esempio: il crescendo emotivo delle immagini trova uno sfogo nella musica e per un attimo ti senti in paradiso. Un altro esempio molto citato è la canzone su cui si chiude la prima stagione di The Bear, quando ancora The Bear era la serie più bella in circolazione e si era innamorati di ogni singolo personaggio presente. Non faccio spoiler ma sul finale c’è un twist che cambia il senso di tutto quel che è successo fino ad allora: il protagonista butta in padella una scatola di pelati e in quel momento parte Let Down, che è il mio pezzo preferito dei Radiohead e per come viene usato mi ricorda le notti in cui il mio amico Diego la metteva in chiusura dei suoi dj-set.

Let Down ha una storia particolare: è nel mazzo di canzoni che il gruppo ha scritto per OK Computer (1997), ed è stata registrata live alla prima botta nella villa che il gruppo aveva affittato dopo vari tentativi falliti di registrare il disco in studio. Inizialmente i Radiohead sono così entusiasti del risultato che progettano di farla uscire come singolo, ma a un certo punto Thom Yorke inizia ad avere dei dubbi sul valore della canzone, dubbi che con l’andare avanti dei lavori si trasformano in odio feroce: il cantante farà di tutto per toglierla dalla scaletta del disco, e pian piano riesce a convincere tutti gli altri. La canzone viene salvata dal fatto che c’è uno che ancora si oppone, e che anzi dirà più volte che Let Down è il miglior pezzo a cui abbia messo mano: il chitarrista Ed O’Brien, uomo di fatica messo spesso in ombra dal profilo geniale del collega Jonny Greenwood, ma abbastanza determinato a combattere per la sopravvivenza di quello che diventerà uno dei pezzi più leggendari del gruppo – e uno dei più bei needle drop degli ultimi anni. Ed O’Brien ha anche una carriera solista, suona rock molto contaminato e con tante venature kraut; il suo nuovo disco si chiama Blue Morpho ed è uscito venerdì: magari non vale i Radiohead, ma non è niente male.

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