venerdì
17 Luglio 2026
Rubrica L'opinione

Lo squallido abbandono di un luogo che era crocevia della movida di Marina

All’incrocio tra viale delle Nazioni e via IV novembre da 17 anni c'è un lotto di duemila mq ricoperto da erbacce e ora pure l'ex Bukovski è chiuso

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C’è stato un tempo in cui l’incrocio tra viale delle Nazioni e via IV novembre a Marina di Ravenna era uno dei luoghi più animati della località di mare nei weekend d’estate. Parliamo di una ventina di anni fa. In un angolo c’era una discoteca (Xenos) e in un altro angolo c’era un locale all’aperto (Taverna Bukowski) che raccoglieva persone attorno a tavoli da sagra su panche alla buona per tutta la notte. Quell’angolo oggi è squallidamente in abbandono. La discoteca è stata rasa al suolo per fare un grattacielo che non si è mai fatto e il lotto di circa 2.500 mq (di proprietà privata) è recintato con pannelli da cantiere e all’interno si lasciano proliferare erbacce. Il Bukowski sorge su terreno demaniale, la concessione è stata revocata al gestore e ora è uno spettacolo indecoroso. Il paradosso è che quel tratto di un centinaio di metri di viale delle Nazioni rappresenta la metà della zona pedonale estiva, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del paese. A parziale scusante dell’ex Bukowski si può dire che è il primo anno in questo stato. Ma sull’altro lato della strada è tutto fermo da 17 anni.

Agli occhi di chi frequenta la località appaiono inspiegabili due cose.

La prima: davvero un’impresa – riconducibile anche a un imprenditore della località – per quanto privata e legittimamente orientata al profitto con il mattone non è riuscita a trovare qualcosa che rendesse di più che il degrado recintato? Davvero è mancato il buon gusto di rendere quello spazio più accogliente?

La seconda: davvero se un privato se ne frega di curare un angolo di prestigio di sua proprietà in una località turistica, il Comune non ha leve da muovere per esortarlo a fare qualcosa? Mica stiamo pensando all’esproprio forzato. Ma davvero non c’era modo di sedersi a un tavolo e ragionare? Negli anni poco precedenti alla demolizione della discoteca non mancarono altre cementificazioni dello stesso gruppo imprenditoriale nella località. Potevano essere una base di partenza per ragionamenti di buon senso nell’interesse della tanto sventolata promozione turistica.

Era così impossibile farci un semplice giardino? In 17 anni ora ci sarebbero alberi a ombreggiare tutto. In fin dei conti a volte viene da pensare che per far funzionare una località – leggi portare gente in strada – non servano grossi colpi di genio, ma buona volontà. Prendete la sagra della cozza che per il secondo weekend (17-19 luglio) animerà la zona delle pescherie sul Candiano. Qualche stand gastronomico con buoni piatti, tavoli e panche uguali a quelli della Taverna Bukowski dei tempi d’oro e la gente c’era. Aspettando che tutto il potenziale di quell’area lungo il canale venga sfruttato con una riqualificazione fino al faro, come promesso dal sindaco in campagna elettorale.

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