Esce il nuovo Quentin Dupieux, andiamo subito a riscoprirlo

Yannick La Rivincita Dello Spettatore

Iniziamo con una notizia di cinema: Le Deuxième Acte di Quentin Dupieux è il film d’apertura di Cannes 2024, con premiere il 14 maggio. Ma Quentin… chi? Non per i lettori di Visibili e Invisibili, perché del prolifico e bizzarro Quentin francese, si parla ogni qual volta produce un film con la minima diffusione, dal cult Rubber fino all’ultima sua fatica, premiato come Miglior Film Europeo al Festival di Locarno.

Yannick, la rivincita dello spettatore (2023) è ambientato unicamente in un piccolo teatro durante la messa in scena di una commedia sui tradimenti, interrotta ì da un tizio che dalla platea si alza in piedi e ne decreta l’assoluta noia e inutilità. Yannick non è uno spettatore semplice, perché con l’uso della forza cercherà di costringere il trio di attori della compagnia a mettere in scena una commedia che si mette a scrivere in diretta sul palco. Anche se ha abituato i propri spettatori a film ben più estremi, Dupieux, nella consueta brevità della storia (poco più di un’ora), ci mostra sotto forma di divertissement una riflessione sia sul concetto di intrattenimento, sia sull’empatia che si crea tra attori e spettatori. Restiamo sul terreno della commedia e si sorride in continuazione, ma nella follia del suo protagonista si manifesta la sua cifra stilistica, un tentativo ai limiti dell’asurdo di dialogo autoriale basato sia sul metacinema che sul metateatro. Proprio per questo le performance attoriali sono di alto livello, su tutti quella del semisconosciuto Raphaël Quenard, mattatore di scena e prossimo protagonista del nuovo film del regista. Uscito in sala (!) a inizio anno, ci affidiamo ad arene, rassegne e a streaming di qualità per poter godere di questo piccolo grande spettacolo.

Al commissariato! (Au poste!, 2018) segna sia il ritorno in patria francese del regista dopo alcune esperienze estere, contemporaneamente a un piccolo cambio di passo nella poetica e nel suo modo di fare film. La vicenda ha, tanto per cambiare, un’unica ambientazione suggerita dal titolo, nella quale un testimone è costretto a raccontare più volte a un fin troppo zelante poliziotto, come ha rinvenuto un cadavere sotto casa sua. Dupieux, sei anni prima e con quattro film in mezzo tra questo e Yannick, ci rivela ancora una volta il suo piacere metacinematografico di risolvere storie e intrecci. Partito come uno sketch in stile Monty Python il film crea situazioni sempre più assurde senza dare allo spettatore una via o un modo di andare a parare da qualche parte. Interessanti come sempre le ambientazioni formate principalmente da scenografie appartenenti alla moda del passato, senza una precisa collocazione temporale e magari senza avvisare dell’imminente arrivo di un oggetto del nostro presente. La commedia si arricchisce di situazioni limite che strappano ben più di una risata e ben più di un briciolo di tensione e curiosità, sempre sarcasticamente sopra le righe. Imperdibile e invisibile.

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