“The Trip”, commedia più splatter che nera, consapevolmente trash

The TripThe Trip (di Tommy Wirkola, 2021)
Tommy Wirkola, erede del Peter Jackson di fine anni Ottanta, è un regista culto di commedie che mescolano comicità, horror e splatter in maniera folle e geniale. Dead Snow (1 e 2, gli horror sugli zombie nazisti) sono due capisaldi del genere, ne abbiamo parlato anni fa in questa rubrica come inediti e ora sono disponibili su varie piattaforme, e anche Hansel & Gretel.

Cacciatori di streghe aveva confermato le capacità del regista. Poi la chiamata hollywoodiana non gli portò bene perché Sette sorelle (che ha diretto ma non scritto, e si vede) è un film deludente che ha il solo pregio di aver dato inizio alla collaborazione con Noomi Rapace, la star svedese della trilogia di Millenium, che rivediamo protagonista in questo The Trip, insieme con Aksel Hennie, un’irresistibile coppia di coniugi in rotta. La coppia decide per misteriosi motivi (no spoiler) di passare il weekend nel cottage in montagna del padre (ormai relegato in una casa di riposo) di lui, ma sia loro che alcuni eventi esterni renderanno il soggiorno un tutt’altro che tranquillo weekend di paura.

Commedia nera, politicamente scorretta e decisamente piena di sangue e varie parti del corpo tagliate o fatte saltare, The Trip ha come principali punto di forza l’attenzione ai particolari e il continuo susseguirsi di colpi di scena, resi plausibili proprio dai tanti elementi abilmente disseminati nella prima parte di film. Il gioco tarantiniano (e ancor prima kubrickiano) fatto di flashback e salti temporali giostrati perfettamente, sia nei dettagli, sia nel ritmo perfetto della messa in scena, funziona perfettamente regalando molto divertimento, anche se alla fine quasi due ore per una commedia sono tantine.

Nello scrivere il film, il regista ha chiesto aiuti alla Gran Bretagna: se Nick Ball è un nome sconosciuto ai più, salta immediatamente agli occhi il terzo uomo, quel John Niven, grande scrittore che con lo splatter (Kill Your Friends) ci sa davvero fare. Film estremo, molto più splatter che nero, dalla comicità palese ma sempre associata alla violenza, The Trip pur non avendo alcun elemento sovrannaturale piacerà soprattutto agli appassionati di horror, oltre che a una parte di fans di Tarantino e dintorni: riassumendo, a cinefili a cui lo scorrere del sangue fila liscio come un bicchiere d’acqua.
Detto della lunghezza e del fatto che sia un divertimento fine a se stesso, la sua forza sta proprio nella scrittura, nella compattezza della storia, nell’imprevedibilità e nel far quadrare tutte ma proprio tutte le situazioni messe in scena nella prima parte. Quindi un’opera consapevolmente trash, realizzata benissimo e che centra tutti gli obiettivi che gli autori si sono prefissati; sta nello spettatore capire se condividerli o meno.
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