venerdì
06 Novembre 2026

Torna in sala un cult di cinquant’anni fa

Condividi

The Rocky Horror Picture Show (di Jim Sharman, 1975)

Il cinquantenne film cult di Jim Sharman è tornato in sala, accompagnato in Italia dall’interessante documentario A Strange Journey, di Linus O’Brien (figlio di Richard), che narra la storia del film, da musical teatrale a oggetto di culto, passando per qualche anno di purgatorio. Il film è basato sulle musiche del geniale autore Richard O’Brien, che nella pellicola interpreta Riff Raff (su idea del regista), ed è la splendida e stravagante storia di una coppia che scopre il piacere e la disinibizione grazie all’incontro, in una villa/astronave, con lo scienziato Frank-N-Furter e i suoi servitori. La storia è un dichiarato omaggio alla fantascienza della prima metà del novecento, citata fin dalla sigla e mai abbandonata fino alla celeberrima frase finale; la strepitosa colonna sonora, anch’essa geniale commistione tra vari generi, negli anni si è rivelata uno dei dischi di riferimento del pop/rock della seconda metà degli anni settanta, ed è spesso omaggiata, soprattutto l’iconica The Time Warp e il suo sgangherato ed irresistibile balletto. Il cast è incredibile, perché il recentemente scomparso Tim Curry è una primadonna eccellente, tiene in pugno il film e lo plasma a sua immagine e somiglianza. Non è la prima volta che il grande Tim buchi lo schermo in maniera così sorprendente, lo farà successivamente con il sottovalutato film-trasposizione del gioco Cluedo (no, il titolo italiano cercatelo voi, io mi vergogno), sia nel ruolo del pagliaccio Pennywise nella prima, televisiva, versione di IT.

Accanto a lui, la stella allora nascente Susan Sarandon, tremendamente ingenua e sensuale, il già citato e perfetto Richard O’Brien, la coppia femminile Patricia Quinn e Nell Campbell, fino ad arrivare a un allora semi sconosciuto Meat Loaf, “rocker texano dalla voce d’angelo”, come è definito nel citato documentario. Il successo del film lo si deve ad alcuni esercenti newyorkesi che lo proposero come proiezione notturna e iniziarono a programmarlo periodicamente, con cinema conseguentemente pieni. Il pubblico iniziò a travestirsi, a ballare e addirittura a rispondere alle battute, creando così un vero e proprio film nel film e consegnando uno spettacolo unico e imperdibile. Il film fortunatamente non è doppiato, neanche nei dialoghi parlati, e la sua luce in Italia è stata tenuta accesa negli anni grazie al cinema Mexico di Milano che nei primi anni ottanta, provando a replicare l’esperimento della sala newyorkese, decise di farne uno spettacolo interattivo, con proiezione a mezzanotte. Nel 1981 al Mexico si forma quindi il primo cast amatoriale italiano, formato da appassionati e guidato da Claudio Bisio, nel ruolo di Brad: con una sala sempre piena si decise di programmare il film continuativamente a tempo indeterminato… con il risultato che Rocky è tuttora in cartellone, tutti i venerdì. Lunga vita!

Condividi

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi