Una favola metropolitana divertente e commovente: da non perdere

Afterlife GervaisAfterlife (serie tv di Ricky Gervais, 2021)
Tony è vedovo da pochi mesi e la moglie, malata da tempo, gli ha lasciato una sorta di video testamento per cercare di alleviargli il dolore e fargli in qualche modo compagnia. Tony però è caduto in depressione e ha pensieri suicidi frenati esclusivamente dalla presenza del cane e dal suo sguardo, e per venir fuori da questo tunnel senza fine decide di cambiare atteggiamento, dicendo nei confronti di qualunque prossimo, tutto ciò che pensa, senza alcuna inibizione. Il protagonista lavora nella redazione del giornale locale (Tambury & Dintorni… pardon, Tambury Gazette!), centro del racconto del tempo presente della serie, dove troviamo la maggior parte dei personaggi principali.

Commedia in tre atti (stagioni), ognuna delle quali divisa in sei episodi sotto la mezz’ora, After Life è una storia molto toccante, sicuramente triste e malinconica, che grazie alla verve comica del suo autore e protagonista, riesce sia a divertire lo spettatore, sia a formare il protagonista stesso per la ricerca di una nuova vita, per guardare avanti senza necessariamente e continuamente voltarsi indietro. Accanto allo straordinario protagonista, tutti i personaggi costituiscono la forza della serie: troveremo una redazione composta da un timido e impacciato cognato direttore, da un bulimico cronista, da una segretaria single e imbranata, a cui si aggiungono un postino, una prostituta, un fattorino, un’infermiera alla ricerca dell’amore, una “amica di cimitero” e tantissime altre figure sicuramente ai margini della società, che trasudano empatia e tenerezza nei confronti di chi guarda. Questa “squadra” composta da Gervais è la spina dorsale del racconto, perché mostra il micromondo di una provincia inglese che non ne esce particolarmente bene, in quanto appare più come un carcere a cielo aperto per i suoi stralunati abitanti.
La storia prosegue attraverso le tre stagioni come il tentativo da parte di Tony, e con l’agognato benestare dello spettatore, di emergere dalla palude di depressione in cui è inevitabilmente caduto. La luce in fondo al tunnel c’è.

Menzione finale per lo stesso Ricky Gervais, straordinario autore e protagonista: per chi non lo conosce, Gervais è un’istituzione del Regno Unito, un comico irriverente e senza alcun freno nel linguaggio, erede carismatico della tradizione inglese inaugurata dai Monty Python. Il comico è noto sia per aver ideato molte serie (su tutte The Office), sia per aver spesso presentato la serata finale dei Golden Globes, mostrando la sua completa assenza di peli sulla lingua.

La serie, a quanto si dice (e anche dalla scena finale), terminerà qui senza inutili strascichi commerciali, ed è una delle favole metropolitane più belle, divertenti e commoventi viste negli ultimi anni, un concentrato di sorrisi e malinconie che sono la miglior medicina nei confronti di questi tempi in cui le soddisfazioni non abbondano. Da non perdere, su Netflix.

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