La rigenerazione urbana parte dai regolamenti

Cresce l’edilizia sostenibile, la spinta arriva dai Comuni: ormai sono più di mille i regolamenti edilizi virtuosi

Per uscire dalla crisi si punti sulla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.
Crescono innovazione e sostenibilità nel panorama dell’edilizia italiana con una spinta “dal basso”. Sono, infatti, ben oltre 1000 i Comuni italiani che hanno modificato i propri regolamenti edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito, anticipando e andando oltre la normativa in vigore.
Complessivamente i cittadini che vivono nei Comuni dove sono in vigore questi strumenti innovativi sono oltre 25 milioni. I regolamenti sostenibili sono diffusi in tutte le Regioni italiane, nonostante vi sia una forte prevalenza in quelle del centro-nord. Sono inoltre aumentati non solo i Comuni virtuosi (i regolamenti sostenibili sono cresciuti del 50% rispetto 2010 e addirittura dell’85% rispetto al 2009) ma anche i temi affrontati.
I parametri presi in considerazione nell’analisi dei regolamenti sono l’isolamento termico, i tetti verdi, l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’efficienza energetica degli impianti, l’orientamento e la schermatura degli edifici, i materiali da costruzioni locali e riciclabili, il risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie, l’isolamento acustico, la permeabilità dei suoli e l’effetto isola di calore, le prestazioni dei serramenti, la contabilizzazione del calore, la certificazione energetica, le pompe di calore e le caldaie a condensazione, la ventilazione meccanica controllata.
I regolamenti edilizi comunali si stanno dimostrando un’ottima chiave di lettura per raccontare l’evoluzione verso l’edilizia sostenibile e strumenti preziosi per accompagnare l’innovazione in corso, per una corretta progettazione e per la realizzazione di edifici efficienti dal punto di vista energetico. I risultati dimostrano che l’innovazione sta andando avanti e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall’Unione Europea sta producendo buoni risultati. Ora occorre, però, una regia nazionale che consenta di superare le troppe contraddizioni del quadro normativo italiano e i ritardi nel recepimento della normativa europea di riferimento, per raggiungere gli obiettivi fissati al 2021 quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento che, in ogni caso, dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. E’ indispensabile anche una strategia per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, dando certezze per le detrazioni del 65% (il ministro dell’economia Padoan ha appena annunciato che l’ecobonus per l’efficienza energetica si tramuterà in una misura stabile) e legando gli incentivi ai risultati raggiunti in termini di riduzione dei consumi energetici, aiutando così concretamente le famiglie.


Tra le norme regionali più avanzate rispetto a questi temi sono da segnalare le Province Autonome di Trento e Bolzano. La Lombardia è la Regione dove si conta la quantità più elevata di Comuni virtuosi, seguita da Toscana ed Emilia-Romagna. L’Emilia-Romagna inoltre ha deciso di anticipare gli obblighi di sviluppo delle energie rinnovabili previsti dal Decreto 28/2011 e quindi di soddisfare una percentuale crescente dei fabbisogni di riscaldamento, raffrescamento, elettricità.
I nuovi obiettivi previsti dalla Direttiva Europea implicano un’accelerazione ancora più forte nella transizione verso uno scenario nel quale il peso dei consumi energetici legati al settore delle costruzioni si dovrà ridurre significativamente grazie a un rapido miglioramento degli standard e a una fortissima integrazione delle fonti rinnovabili. Le date sono precisamente individuate: dal 1° gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici costruiti in Paesi dell’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati, dovranno essere “neutrali” da un punto di vista energetico, ossia garantire prestazioni di rendimento dell’involucro tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento oppure di soddisfarli attraverso l’apporto di fonti rinnovabili.
Importante anche che sia stato stabilito che in tutto il territorio nazionale i nuovi edifici, e quelli in ristrutturazione, facciano ricorso obbligatoriamente all’energia rinnovabile almeno per il 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria. In aggiunta sarà obbligatorio soddisfare sempre da fonti rinnovabili la somma di parte dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento. Oltre alle rinnovabili termiche il Decreto stabilisce vincoli importanti anche per la parte elettrica dei fabbisogni degli edifici. E’ infatti obbligatorio installare impianti da fonti rinnovabili proporzionalmente alla grandezza dell’edificio. Inoltre per tutti gli edifici pubblici gli obblighi sono incrementati del 10%.


Un po’ di numeri e parametri.
Isolamento termico: è tra i punti fondamentali da affrontare per il contenimento dei consumi energetici delle abitazioni ed è un parametro trattato da almeno un Comune per Regione. Sono oltre 800 quelli che prevedono obblighi sull’isolamento termico degli edifici.
Tetti verdi: anche il ricorso a tetti verdi inizia ad essere inserito nei Regolamenti Edilizi proprio per migliorare l’isolamento termico degli edifici. In oltre 350 Comuni per le nuove edificazioni è incentivata e promossa la realizzazione di parte della copertura con “tetti giardino” per un miglior isolamento termico.
Serramenti: per quanto riguarda i serramenti ad alta efficienza l’argomento viene affrontato in 450 Comuni, dei quali oltre 400 obbligano a rispettare specifici parametri di trasmittanza, e una settantina incentivano miglioramenti nelle prestazioni.
Isolamento acustico: 320 Comuni hanno deciso di affrontare l’argomento del corretto isolamento acustico negli edifici. Di questi, 240 prevedono un limite preciso alle emissioni acustiche da rispettare, 50 prevedono incentivi qualora si raggiungano livelli di isolamento acustico particolarmente elevati.
Orientamento e schermatura degli edifici: sono 500 i Comuni che nei loro regolamenti affrontano il tema dell’orientamento e/o ombreggiatura delle superfici vetrate. In 350 Comuni i due requisiti sono obbligatori.
Permeabilità dei suoli ed effetto isola di calore: sono 240 i Comuni che trattano la permeabilità dei suoli nei loro Regolamenti Edilizi, punto fondamentale per impedire l’incremento delle temperature nella aree urbane, noto come effetto “isola di calore”, e di conseguenza per evitare un sempre crescente bisogno di impianti di climatizzazione nei mesi estivi.
Materiali da costruzione locali e riciclabili: 450 sono i Comuni i cui regolamenti edilizi prendono in considerazione l’origine dei materiali e l’energia impiegata per la loro produzione. In 50 vengono proposti incentivi per realizzare edifici con materiali naturali e riciclati.
Utilizzo fonti rinnovabili: risultati particolarmente importanti sono quelli raggiunti dalle energie rinnovabili. Infatti, in ben oltre 900 Comuni italiani si parla dell’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici.
Di questi sono 650 quelli dove vige l’obbligo di installazione del fotovoltaico e 630 per il solare termico.
Risparmio idrico: Sono 590 i Comuni che inseriscono il tema del risparmio idrico nei propri Regolamenti Edilizi, di cui 510 prevedono l’obbligo, 20 incentivi ed i restanti fanno semplice promozione.
Recupero acque meteoriche: Il tema del recupero delle acque piovane, per la manutenzione delle aree verdi e per gli autolavaggi, è presente in 556 Comuni, in 449 di questi è un requisito obbligatorio.
Recupero acque grigie: questo tema è presente in 210 Regolamenti ed in una quarantina se ne fa un requisito cogente sia nel caso di nuova costruzione sia in quello di ristrutturazioni importanti.
Pompe di calore e caldaie a condensazione: Sono 25 i Comuni in cui si obbliga l’installazione di pompe di calore (in alternativa alle fonti rinnovabili) in 170 si fa promozione, mentre in altri ancora sono previsti incentivi.
Questi sono solo alcuni dei parametri presi in esame dai vari regolamenti sostenibili ormai diffusi su tutto il territorio ma che rendono ben evidenti quali siano i criteri ai quali è necessario ispirarsi per ottenere quel vero e proprio salto culturale che permetterà al nostro paese di raggiungere il livelli richiesti dall’Europa e dalla recente conferenza di Parigi.
Ravenna ha appena rinnovato parte del suo regolamento edilizio, è stato fatto tenendo seriamente in considerazione questa necessità ma è opportuno ricordare che in previsione della radicale revisione degli strumenti di programmazione urbanistica che la prossima amministrazione comunale si troverà ad affrontare, è il caso di spingere ulteriormente sull’acceleratore. Abbiamo la grande occasione di rendere Ravenna una delle punte di diamante della nuova progettazione urbanistica nazionale abbinando la qualità urbana e sociale a quella edilizia ed energetica, speriamo di non sprecarla.