Dall’Università la proposta per un parco urbano dedicato allo sport

Un rendering del progetto, scorcio della “duna erbosa”

Si tratta di uno Studio di fattibilità per la rifunzionalizzazione dello Stadio “Bruno Benelli” di Ravenna ideato dall’ingegnere Giacomo Neri nell’ambito della Scuola Superiore di Studi sulla Città e il territorio di Ravenna (Università di Bologna) sotto la direzione  di Massimiliano Casavecchia e Luca Cipriani

Lo sport rappresenta un fattore aggregativo, capace di generare positive forme di uso e riuso dei contesti urbani. La vocazione sportiva della città di Ravenna è ormai un dato consolidato e la recentissima volontà di “raddoppiare” gli spazi del Pala De Andrè ne sono solo l’ultima, ambiziosa, dimostrazione. Tuttavia l’impianto di via Trieste e il suo comparto non sono le sole aree della città a meritare una riqualificazione urbana e architettonica.
Lo Studio di fattibilità per la rifunzionalizzazione dello Stadio Bruno Benelli, a questo proposito, mira alla valorizzazione di un comparto di grande importanza che, pur “recete” nell’espansione di Ravenna, si avvia al suo pieno consolidamento urbano. Il progetto nasce dalla sinergia di Fondazione Flaminia, Panathlon Club Ravenna, Comitato Regionale CONI e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna che insieme hanno promosso una borsa di specializzazione per uno studente del Corso di Ingegneria dei Sistemi Edilizi ed Urbani presso la sede ravennate dell’Università di Bologna, che ha sviluppato il proprio studio con la gestione scientifica e direzione di Massimiliano Casavecchia e Luca Cipriani della Scuola Superiore di Studi sulla Città e il Territorio.

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Elaborazione fotografica della curva Nord, liberata dalle strutture metalliche realizzate nel 1993

L’edizione 2017 della borsa – dedicata alla memoria di Alfredo Cavezzali e che nel 2016 è stata indirizzata al progetto di riqualificazione del comparto dell’Ippodromo in piazza Caduti sul Lavoro – è stata assegnata a Giacomo Neri, neoingegnere ravennate nato nel 1990, che ha redatto un progetto globale per la riqualificazione dell’area facente capo allo Stadio Benelli.
L’idea di aggiornare l’immagine urbana dell’area tra le vie Berlinguer e Cassino, parte dalle previsioni di riqualificazione della Darsena nella quale è in programma lo spostamento del mercato settimanale. L’effetto combinato di questa scelta è quello di poter disporre di due aree rinnovate negli usi, che a distanza e con il centro storico come fulcro, potranno restituire vitalità ai loro contesti.
Uno dei principi progettuali di partenza è quello di restituire continuità formale allo Stadio, nel solco delle operazioni di recupero in parte già avviate dal Comune di Ravenna, eliminando le tribune metalliche aggiunte nel 1993. L’opera progettata e realizzata a partire dall’ultimo scorcio degli anni ’50 dallo studio romano CGS, negli stessi anni in cui P. L. Nervi realizzava lo stadio Flaminio, ha visto crescere attorno a sé la città, di cui in parte costituiva “frontiera” verso la campagna: capienza da 12 mila spettatori, distribuiti due ordini di gradinate e una tribuna coperta. Proporzioni, in realtà, più ridotte rispetto al progetto di partenza che prevedeva 15 mila posti su due anelli e pedane per lo svolgimento di gare di atletica mai realizzate. Oggi l’area facente direttamente capo all’impianto sportivo ha una superficie di 3,5 ettari e altrettanti fanno parte delle aree pertinenziali esterne, in gran parte destinate a piazzale/parcheggio.
Il progetto di fattibilità – presentato alla fine dello scorso luglio – parte da una dettagliata analisi degli aspetti storici, viabilistici e funzionali che racconta come il Benelli sia diventato negli anni un impianto sottoutilizzato e sovradimensionato; un dato su tutti è significativo: durante gli eventi sportivi è stata registrata solo una media presenze pari al 6% della capienza dell’impianto. Tuttavia è proprio la presenza di questi spazi ad essere visto come opportunità di diversificazione delle funzioni. Per questo motivo nel progetto molti degli edifici di servizio – sorti lungo il perimetro dello stadio – lasciano posto ad una più razionale organizzazione degli spazi esterni.

Alcuni rendering del progetto

Nel dettaglio la proposta prevede la ridefinizione delle percorrenze degli spettatori e della viabilità in via Sighinolfi, compreso il ridisegno degli spazi di sosta per le auto, commisurato sulla effettiva capienza dello stadio; tali aree in assenza di manifestazioni sportive di grande richiamo sono pensate per ospitare eventi a carattere temporaneo. Prevista anche una nuova struttura commerciale, mimetizzata sotto una “duna erbosa” che potrebbe ospitare bar, ristoranti, sedi di associazioni sportive e spazi dedicati alla formazione e intrattenimento, sempre nella cornice della cultura sportiva. Di grande respiro anche l’intervento progettato sul fronte opposto, quello di Piazza Brigata Pavia, dove sarebbe conservata la destinazione a parcheggio al piano terra con l’aggiunta di una piastra su due livelli dedicati rispettivamente a wellness e fitness e a piscina/tetto giardino. Tutti i punti nodali del parco sono resi continui funzionalmente grazie ponti aerei che attraversano gli spazi esterni di servizio.  Nella proposta viene ampliato il ventaglio delle discipline praticabili in campi dedicati e autonomi (calcetto, paddle, tennis e basket), che diventano elementi principali anche della sostenibilità economica della riqualificazione dell’area stadio.
Nella proposta elaborata dall’Ing. Neri, pertanto, non si trova solo il recupero materiale ed estetico dell’edificio sportivo principale, ma anche la definizione di un vero e proprio parco attrezzato dedicato allo sport, aperto a tutti a prescindere dagli eventi calcistici; si potrebbe trattare di nuovo spazio di socializzazione e per attività all’aperto che di fatto raddoppierebbe le dotazioni già presenti con il vicino Parco della Pace dal quale sarebbe separato dal polo scolastico di via Marconi.

 

Tutte le immagini (planimetria e rendering) sono tratte dal progetto dell’ingegnere Giacomo Neri

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