Coca con il riso per l’umidità o sotto ai funghi per l’odore: i trucchi del pusher

Una coppia di incensurati con una regolare attività nascondeva la droga sulla massicciata della ferrovia o sotto terra nell’orto mentre un altro uomo provava a usare gli alimenti per camuffare l’aria

Negli ultimi giorni le forze dell’ordine hanno portato a termine due operazioni antidroga nel Ravennate che hanno messo in luce alcuni trucchi adottati dagli spacciatori per la loro attività. In totale sequestrati 1,3 kg di cocaina: in un caso il pusher la teneva sotto a una confezione di funghi per coprire l’odore mentre nell’altro le dosi stavano in un barattolo di riso per preservare lo stupefacente dall’umidità.

La prima operazione si è svolta a Faenza nel weekend scorso. In manette un operaio 46enne di Imola. Quando è stato fermato a un posto di blocco lungo la via Emilia gli uomini di pattuglia hanno notato una busta contenente dei funghi sul sedile passeggero: l’uomo ha detto di averli appena acquistati da un ambulante incontrato lungo la strada ma le divise si sono accorti che di un involucro di cellophane contenente più di trecento grammi di cocaina. Nell’abitazione sono stati trovati bilancini di precisione, numerose buste di plastica per il confezionamento delle dosi, due confezioni di mannitolo (sostanza usata per tagliare la cocaina) e 30 grammi di hashish. La partita di cocaina sequestrata dai primi narcotest è risultata avere un alto principio attivo e sulla piazza dello spaccio avrebbe fruttato buoni guadagni considerato che il prezzo al dettaglio della cocaina può raggiungere, a seconda della qualità, cifra comprese fra gli 80 e 100 euro al grammo. L’uomo è ai domiciliari e dovrà rispondere di trasporto e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

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L’altra operazione invece ha portato al sequestro di un chilo di cocaina e all’arresto di due albanesi di 32 e 25 anni, incensurati e con una regolare occupazione, che fornivano la piazza di Russi dove vivevano da anni con le famiglie. Gli investigatori erano arrivati sulle loro tracce da tempo ed erano riusciti a individuare uno dei loro nascondigli a marzo: sulla massicciata della linea ferroviaria Ravenna-Russi, in aperta campagna, in una bottiglia in plastica nascosta tra gli arbusti e riempita di riso con lo scopo di preservare la droga dall’umidità c’erano diverse dosi pronte. Poi il 16 maggio è scattata la parte finale dell’operazione. I due sono stati fermati entrambi o bordo delle proprie autovetture al ritorno del lavoro a pochi metri da casa dove sono state eseguite le perquisizioni che hanno consentito di sequestrare: 11 involucri avvolti con nastro adesivo da pacchi di colore marrone, contenenti complessivamente oltre un chilogrammo di cocaina, celati all’interno di una pentola a pressione contenente riso, 120 dosi già confezionate di cui 98 sepolte alla base di un albero nell’orto; materiale per il confezionamento, due bilance di precisione digitale, 2.230 euro in contanti.

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