Casa trasformata in centro raccolta rottami e elettrodomestici: famiglia denunciata

Carcasse di veicoli ma apparecchi nuovi, materiale in parte rivenduto all’estero. Corrente elettrica rubata da anni

2017 08 01 PHOTO 00001090Avevano trasformato l’area attorno alla propria casa – in cui vivevano rubando energia elettrica da anni – in una discarica abusiva dove raccoglievano dai veicoli agli elettrodomestici, poi rivendevano tutto a pezzi o interi anche all’estero ma senza autorizzazione. Un bazar a cielo aperto. I carabinieri di Faenza hanno denunciato sette tunisini componenti di una famiglia, contestando un lungo elenco di reati. Le ipotesi di reato contestate dai militari vanno dall’ attività abusiva di gestione di rifiuti anche pericolosi al furto aggravato e continuato di energia elettrica, dalla ricettazione di merce di dubbia provenienza agli abusi edilizi. E infine la violazione delle leggi in materia di immigrazione perché in una stanza ricavata abusivamente in garage ospitavano un parente senza documenti. L’immobile è stato sequestrato e dichiarato inagibile in quanto pericoloso per l’incolumità degli stessi abitanti fra cui anche dei bambini: l’intero nucleo famigliare ha ricevuto l’ordine di trasferirsi altrove.

Quando i carabinieri hanno effettuato un primo sopralluogo per verificare la situazione, si sono trovati di fronte a una situazione inimmaginabile. Nelle pertinenze dell’abitazione vari veicoli, fra cui furgoni e ciclomotori in stato di abbandono insieme a batterie esauste e parti di motore dai quali fuoriuscivano liquidi e  lubrificanti, ma anche televisioni, frigoriferi, congelatori e tanto altro materiale come se fosse un’isola ecologica. Il garage era ricolmo di elettrodomestici usati ed articoli di seconda mano di ogni genere di cui non è stata dimostrata la provenienza. È intervenuta l’Arpae che ha classificato tutti i rifiuti che si trovavano a cielo aperto all’esterno dello stabile: carcasse di elettrodomestici, resti di  apparecchiature elettroniche e materiale elettrico, batterie di auto, uno scaldabagno, una cappa da cucina, diversi freezer parzialmente smontati, una macchina per produzione di granite, pezzi vari provenienti da demolizioni di auto (parti elettriche e meccaniche), guarnizioni e isolanti per tubi. Ma anche rifiuti speciali pericolosi.

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2017 08 01 PHOTO 00001093Tutto l’edificio aveva l’impianto elettrico funzionante nonostante non risultassero allacciamenti alla rete elettrica dal 2014: era stato realizzato un collegamento abusivo dalla linea elettrica Enel che distribuisce l’elettricità alle altre abitazioni del vicinato, quindi da anni la corrente elettrica veniva rubata. I vigili del fuoco hanno accertato un concreto pericolo di cortocircuiti e di incendio dovuto all’allacciamento abusivo alla rete pubblica mediante un impianto elettrico “fatto in casa” a forte rischio di sovraccarico.

Il proprietario dell’abitazione non ha saputo fornire spiegazioni palusibili sulla provenienza degli elettrodomestici quasi nuovi trovati nell’abitazione. Per gli oggetti più vecchi, invece, il capofamiglia, un 60enne, si è giustificato dicendo che li raccoglieva in Italia per rivenderli in Tunisia. L’uomo però non risulta avere alcuna licenza di esportazione né una partita Iva.

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