Appello bis per Poggiali, l’avvocato: «Si sente innocente, è solo un’altra tappa»

La Cassazione ha annullato l’assoluzione in secondo grado con rinvio. L’ex infermiera è accusata dell’omicidio di una paziente nel 2014

Poggiali

Daniela Poggiali a Canale 5 nel settembre del 2017

«Daniela Poggiali ha la serenità di chi si sente innocente sin dall’inizio, la sentenza della Cassazione è da considerare solo un’altra tappa del percorso lungo e accidentato verso la verità». Parla l’avvocato Lorenzo Valgimigli che difende la 45enne ex infermiera dell’ospedale di Lugo poche ore dopo il verdetto di terzo grado che oggi, 20 luglio, ha annullato l’assoluzione in Appello dall’accusa di omicidio volontario con una iniezione di potassio per la morte di una 78enne paziente ricoverata nel suo reparto l’8 aprile 2014. La suprema corte, accogliendo la richiesta della procura generale, ha disposto il rinvio a una nuova sezione della corte d’assise d’appello per un altro processo.

In attesa del deposito delle motivazioni, per cui non c’è un termine massimo trattandosi di un giudizio di legittimità e non di merito, è sostanzialmente impossibile un commento: «Ovviamente non è l’esito che auspicavamo – dice il legale – però sono convinto che le forti ragioni di merito che avevano portato all’assoluzione nel primo appello resteranno anche nel secondo».

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Il percorso in aula della donna – che in attesa del nuovo atto non ha limitazioni di libertà – quindi è passato dall’ergastolo in primo grado nel 2016 all’assoluzione in appello nel 2017 all’annullamento della seconda con futuro appello bis. Un’altalena giudiziaria che lascerà confuso qualcuno: «Sicuramente sarà l’aspetto che stupirà di più l’opinione pubblica ma non l’operatore di giustizia. Siamo in una fase storica in cui c’è uno scontro culturale nei giudicanti su come intendere la prova scientifica, su quale sia lo standard probatorio necessario per arrivare oltre ogni ragionevole dubbio. Non c’è unanimità di vedute su questi aspetti che sono cruciali e lo abbiamo visto accadere più volte nei tempi recenti, come a Perugia a Garlasco o Passogatto».

L’avvocato Maria Grazia Russo che difende i figli di Rosa Calderoni, la paziente deceduta, non commenta: «Senza le motivazioni è impossibile fare ragionamenti. Si può solo dire che la procura generale ha fatto una discussione egregia. L’annullamento con rinvio significa che sono stati accolti profili di diritto che noi o la procura avevamo sollevato. Ma ora non sappia quali».

L’Ausl Romagna – che ha licenziato Poggiali per via delle celeberrime foto scattatele da una collega mentre stava in posa sorridente accanto al cadavere di un’altra paziente appena deceduta – è difesa dall’avvocato Giovanni Scudellari: «Abbiamo sempre accettato le precedenti decisioni senza alcun commento e ci limitiamo a osservare come la Cassazione abbia riconosciuto l’ottimo lavoro dei giudici di primo grado».

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