martedì
23 Giugno 2026
collettivo

Si chiudono per sempre le porte dello Spartaco, l’annuncio del collettivo: «Una scelta difficile ma necessaria»

Il centro sociale aveva subito gravi danni dagli incendi dello scorso anno, a cui si sono aggiunte problematiche organizzative. La soddisfazione di La Pigna: «Chi l'ha gestito ora deve pagare»

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La storia di Spartaco arriva al capitolo finale: dopo oltre vent’anni il centro sociale autogestito Spartaco chiude definitivamente i battenti. A darne notizia è l’edizione di oggi del Corriere Romagna, che riporta l’annuncio del collettivo: «annunciamo pubblicamente e definitivamente la conclusione di Spartaco, sia come spazio fisico che come spazio assembleare. Una decisione non facile, ma necessaria». Tra le motivazioni indicate dal collettivo gestori figurano alcune difficoltà organizzative interne, che rendevano sempre più complesso garantire continuità gestionale e progettualità di lungo periodo, oltre ai danni subiti dalla struttura in seguito ai numerosi incendi dello scorso anno e a un contesto esterno sempre più votato alla repressione di centri sociali e realtà analoghe.

A caratterizzare la storia dello Spartaco è stata la sua origine: sorto a metà degli anni 2000 in via Chiavica Romea, non nasce da un’occupazione, ma da uno spazio concesso dall’amministrazione comunale. Nel corso degli anni il centro sociale è stato comunque più volte al centro del dibattito politico cittadino, diventando spesso oggetto di polemiche da parte dell’opposizione di centro destra. A seguito dell’annuncio della chiusura, non tarda infatti ad arrivare la soddisfazione de La Pigna.

«Una chiusura che restituisce finalmente tranquillità ai residenti della zona, costretti per anni a convivere con degrado, rumori e criticità attorno all’immobile comunale di via Chiavica Romea – scrivono dalla lista civica di centro destra -. Ma chi ha avuto la disponibilità e l’utilizzo della struttura non pensi di potersela cavare senza conseguenze. Devono essere recuperate tutte le imposte eventualmente non versate e devono essere addebitati ai concessionari tutti i danni arrecati all’immobile comunale». Secondo quanto riportato dalla Pigna, un primo intervento di bonifica esterna (non ancora completato) sarebbe costato al comune oltre 28 mila euro, a cui andranno aggiunti i costi necessari per completare gli interventi esterni, mettere in sicurezza l’area e ripristinare l’intera struttura.

«Non possono essere i cittadini ravennati a pagare, attraverso il bilancio comunale, i danni e le conseguenze di una gestione che ha lasciato un immobile pubblico in condizioni inaccettabili – continuano dall’opposizione -. Il Comune deve pertanto attivarsi per verificare ogni responsabilità e recuperare quanto dovuto. Non farlo significherebbe esporre l’ente a un possibile danno erariale, con conseguenti responsabilità in capo a chi ha il dovere di tutelare il patrimonio pubblico, Inoltre, abbiamo già segnalato diverse intrusioni serali». La proposta è quella di recuperare l’immobile e assegnarlo tramite bando pubblico a un Ente del Terzo Settore iscritto al Runts, affinché possa ospitare attività concrete e utili per cittadini, famiglie e giovani.

Dalla lista di estrema sinistra Ravenna in Comune invece arrivano parole di solidarietà nei confronti dello Spartaco, che invitano il collettivo e i suoi avventori a «non fermarsi al rimpianto. Anche se non abbiamo fiducia nell’attuale amministrazione comunale, il centro ha rappresentato per anni un importante luogo di aggregazione e partecipazione e la sua conclusione dovrebbe diventare uno stimolo per costruire nuove esperienze».

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