mercoledì
22 Luglio 2026
maltempo

Prima il caldo record, poi grandine e nubifragi: prosegue l’estate da incubo per i campi

Legacoop Romagna monitora i danni nelle cooperative: allagamenti, vigneti colpiti e raccolti compromessi nel nord della provincia

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Non si placa l’emergenza nei campi della provincia di Ravenna. Dopo un’estate fortemente caratterizzata da temperature elevate, le ondate di calore subtropicale si sono scaricate con violenza a terra tra la giornata di domenica, lunedì e martedì. Legacoop Romagna sta monitorando la situazione nelle principali cooperative del territorio, come Terremerse, Terre Cevico, Apofruit Italia e le Cooperative Agricole braccianti della Provincia di Ravenna, anche in vista della nuova allerta meteo.

Colpite sia le produzioni in campo, sia le strutture di stoccaggio e lavorazione. Le temperature eccezionali avevano già causato la rottura di attrezzature e macchinari strategici negli stabilimenti, con un danno economico ingente, sia per i costi di riparazione sia per gli interventi d’emergenza messi in atto per garantire la refrigerazione dei prodotti. Lo stress termico prolungato ha inoltre già provocato una riduzione stimata del 10% nel calibro di alcune delle principali varietà di frutta estiva.

Nel dettaglio, Apofruit segnala allagamenti negli stabilimenti di Lavezzola. Terremerse evidenzia le conseguenze soprattutto sul pomodoro da industria, con aziende colpite da Verona al Ferrarese fino al nord della provincia di Ravenna, dove le grandinate hanno colpito colture già in avanzata maturazione. Agrisfera stima danni su 110 ettari tra pomodoro, mais e vigneti, oltre a 20 ettari di frutteti tra Cab di Fusignano e Massari. Anche Terre Cevico segnala ingenti danni ai vigneti di Sant’Alberto, mentre è ancora in corso la ricognizione tecnica per quantificare le perdite.

«È facile pronosticare che, purtroppo, i disastri di queste ore non saranno gli ultimi dell’estate – dichiara il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi –. Dobbiamo quindi inevitabilmente adattarci al cambiamento climatico. La cooperazione romagnola lo sta facendo, con la variazione degli orari di lavoro di coloro che operano nei campi, anticipando i tempi di consegna dei prodotti agricoli, e dell’uva in particolare, dotando sempre più superfici di reti antigrandine, ma il solo impegno delle cooperatrici e dei cooperatori non basta. Serve invece che l’Unione europea prenda atto dei diversi effetti del cambiamento climatico sulle aree del nostro continente e scelga di sostenere il reddito delle imprese agricole nelle aree maggiormente colpite, a partire dal Nord Italia che, più del Sud, sta pagando un’alternanza inaspettata di siccità e fenomeni temporaleschi».

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