La comunità di Pinarella si è stretta attorno a Giorgio Musiani, padre di Nicola, il 54enne morto dopo un brutale pestaggio. Nel giorno dell’ufficializzazione del decesso (22 luglio), circa duecento persone si sono ritrovate per ricordarlo nel parcheggio di viale Tritone, luogo dell’aggressione e casa per i Musiani, che da tempo stanziavano nell’area di posteggio con i loro camper.
C’era chi stringeva tra le mani un fiore, chi una birra. C’erano gli amici di sempre, quelli che lo incontravano per strada con la sua inseparabile cassa stereo e qualcuno che ha conosciuto il suo nome soltanto attraverso le cronache recenti ma che, colpito da una violenza tanto feroce, ha sentito il bisogno di esserci. Presente anche il sindaco Mirko Boschetti, che ha avuto modo di scambiare qualche parola di conforto con il padre della vittima, al centro di un continuo via vai di persone che si avvicinavano per un saluto, una donazione di cibo o un gesto di vicinanza all’84enne rimasto solo.
Nel parcheggio sterrato stanzia stabilmente qualche roulotte, una comunità fragile ma benvoluta da vicini e residenti. Nicola Musiani viveva lì da circa dieci anni, insieme al padre Giorgio. Una condizione nata da difficoltà economiche e diventata, col tempo, una scelta di vita: sembra che entrambi infatti avessero rifiutato la proposta di una sistemazione stabile offerta dai servizi sociali.
Il ritrovo è stato organizzato da Serenella Pasini, residente della zona: «Volevo fare qualcosa per il vicinato, ma non mi sarei mai aspettata una simile partecipazione – racconta Pasini -. Nicola per noi era il “ragazzo di quartiere”: la comunità di Pinarella è piccola e tranquilla, fino a pochi anni fa dormivamo con la porta aperta. Non ci saremmo mai aspettati una violenza del genere». A diffondere l’iniziativa tra i cervesi, anche Simone Sbrighi, del consiglio di zona di Pinarella: «Nicola era un vicino di casa e un amico – ricorda Sbrighi -, mia figlia prendeva lezioni di tennis da lui e suo padre quando era piccola. Non ci siamo mai persi di vista, neanche quando si è trasferito stabilmente nel parcheggio». Giorgio Musiani infatti ha gestito per anni i campi da tennis di Pinarella, aiutato dal figlio. Negli ultimi tempi invece si occupava della gestione dei campetti di uno stabilimento balneare della frazione. «Nicola viene descritto come “molesto” – continua Sbrighi – ma nell’accezione più positiva del termine. Era un ragazzo fragile ma entusiasta, e il suo entusiasmo poteva essere scambiato con irruenza. Ma era una pesona pacifica, con cui si poteva discutere del senso della vita. Era sempre pronto a fare un passo indietro e ad abbassare il volume della sua cassa se qualcuno gli chiedeva di farlo». Chi lo conosceva bene racconta che quella cassa, da cui usciva tutto il giorno musica techno “a palla”, era la sua coperta di Linus, il suo modo per restare ancorato agli anni migliori trascorsi da Dj Goa in giro per la Romagna. Non a caso, a ricordarlo c’era anche Daniele Trioschi, titolare della vicina discoteca Rock Planet: «Negli anni d’oro della techno, attorno al 2007, lavorava come dj nel nostro locale – spiega Trioschi -, anche se la sua vita negli ultimi tempi era drasticamente cambiata non ha mai abbandonato la passione per la musica, e capitava spesso di incontrarlo in giro per il quartiere».
Una decina di ragazzi si è messa in macchina da Ozzano dell’Emilia non appena saputo del decesso: «Una ventina di anni fa Nicola e Giorgio gestivano un campo da tennis a Ozzano – raccontano – Noi giocavamo nel campetto vicino e facevamo compagnia a Nicola, o meglio, lui ne faceva a noi. Non ci siamo mai persi di vista, quando qualcuno di noi veniva a Cervia si fermava a trovarlo e poi ci telefonava per dare modo agli altri di salutarlo». Il gruppo ha portato con sé anche una cospicua donazione di denaro per il padre.
Nel banchetto al centro dello spiazzo, oltre a fiori e regali, è stata posizionata infatti anche una cassetta per le offerte e, nei prossimi giorni, gli organizzatori della veglia apriranno anche un crowfunding la cifra raccolta servirà per supportare il padre in questo momento di difficoltà e per coprire le spese accessorie del funerale, come lapide e commemorazioni.
Della sepoltura si farà carico il Comune di Cervia, ricorrendo al servizio di funerale di povertà previsto dai servizi sociali. Le spese legali, invece, saranno sostenute dall’avvocata Nicole Pancisi, coordinatrice cervese di Gioventù Nazionale, che ha offerto la propria assistenza alla famiglia.
Restano aperte le indagini sull’omicidio, affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Ravenna e della Compagnia di Cervia-Milano Marittima, coordinati dal pubblico ministero Angela Scorza. Alcuni testimoni presenti alla veglia hanno riferito di aver visto Nicola Musiani litigare con un gruppo di persone la sera dell’aggressione, prima nei pressi dei locali notturni della zona e poi nel vicino centro commerciale. Le telecamere di videosorveglianza avrebbero effettivamente ripreso il 54enne mentre veniva inseguito da alcune persone nelle prime ore della serata. Al momento dell’aggressione, però, nel cuore della notte, la visuale sul camper sarebbe stata coperta da un camion parcheggiato, impedendo alle telecamere di riprendere l’accaduto.
Nel frattempo, gli applausi per Nicola Musiani hanno continuato a risuonare tra la sabbia e le roulotte per oltre un’ora. Poi la folla ha iniziato a disperdersi, con la promessa di non dimenticarlo e di restare accanto al padre Giorgio e alla piccola comunità che si è stabilita nel parcheggio, condividendo con i residenti le difficoltà della zona. «È un quartiere con le sue fragilità – commentano i residenti -, che d’estate vede triplicare la popolazione e i problemi. Gli abitanti dei camper invece sono qui tutto l’anno, proprio come noi».



