Dietrofront sulle aperture del Mar: il primo maggio il museo d’arte sarà visitabile

A decidere le chiusure nei giorni festivi era stato il Cda a gennaio, per una questione di risparmi e riallestimenti

Mar

Il Mar di Ravenna

Il primo maggio, così come il 30 aprile, il Mar sarà visitabile nel pomeriggio. Dopo le polemiche sulla mancata apertura di Pasqua la direzione del museo fa dietrofront su una decisione – spiega in una nota l’ufficio stampa – che era stata presa dal Cda del museo comunale a gennaio, per risparmiare.

Nei giorni scorsi, in occasione della discussione sul bilancio del Mar e sul futuro del museo, c’erano state diverse prese di posizione a riguardo. Il museo sarebbe stato aperto il 25 aprile ma non per la Festa del lavoro.  Ora la rotta cambia: il 30 aprile e il primo maggio il Mar è aperto dalle ore 14 alle ore 19, in «un’occasione per scoprire o riscoprire le collezioni permanenti del museo».

La  decisione di chiudere temporaneamente il museo nei giorni festivi, spiegano dalla Loggetta, «è stata presa il 27 gennaio 2017 dal Consiglio di Amministrazione del Mar,  in considerazione di alcuni elementi: l’assenza di mostre nel periodo invernale e la fase di riallestimento di alcune importanti collezioni permanenti. L’intento del CdA era quello di finalizzare i risparmi generati da queste chiusure a una serie di aperture straordinarie a partire dalla seconda metà di maggio e per tutta l’estate considerando le prossime due mostre Il senso segreto della natura. Takako Hirai  e Musiche fotografie di Lelli e Masotti e la riapertura della collezione antica». Nel frattempo però si è insediato Maurizio Tarantino nel ruolo di direttore che «pur condividendo ha ritenuto di prevedere delle aperture straordinari anche nel periodo primaverile».

Il dietrofront mette una toppa sulla polemica più calda ma sullo sfondo rimangono gli interrogativi che riguardano il futuro del museo, rimasto senza le mostre annuali che organizzava l’ex direttore, Claudio Spadoni. L’assessore alla Cultura Elsa Signorino ha rassicurato sulla nuova direzione che si vuole dare alla struttura. Tre le direttrici: «In primo luogo la valorizzazione delle collezioni permanenti, perché un museo non vive di sole mostre temporanee». In secondo luogo «sviluppo di attività di ricerca e didattica». Infine, «la realizzazione di mostre di rilievo, che per essere tali devono avere alla base un valido progetto scientifico e la capacità di parlare a un grande pubblico».

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