Inaugurato il museo di don Lolli, fondatore di Santa Teresa: «Un regalo alla città»

Il Mudal è negli spazi dell’Opera: ricostruito l’alloggio del prete morto più di sessant’anni fa

Mudal Griglia EsternaL’Opera Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna ha inaugurato stamani, 1 ottobre, il Mudal, museo dedicato alla vita e alla missione del suo fondatore, don Angelo Lolli.

Il percorso di visita inizia già dall’esterno grazie a una griglia in metallo, dove si trovano collocate le prime opere, che permettono un avvicinamento graduale del visitatore verso l’ingresso del museo vero e proprio. La parte interna è concepita come un susseguirsi di più sezioni.

Il primo ambiente è la cappella dalla quale si accede alle due sezioni successive, sale espositive allestite con pannelli e teche, in cui infine il visitatore può soffermarsi a guardare un video proiettato che racconta le altre opere compiute da Don Lolli. Nell’ultima sezione, invece, si assiste alla ricostruzione dell’alloggio privato del sacerdote, dove sono collocati gli arredi originari della sua abitazione e gli oggetti personali. Concluso il giro, si ritorna all’esterno per ripercorre il “camminamento”, che chiude la mostra e accompagna il visitatore verso l’uscita. Questa coincide con lo spazio da cui l’esperienza è iniziata.

Mudal Percorso Esterno 2Gli ambienti interni sono volutamente scuri e caratterizzati da colori sulle tonalità neutre. Anche l’illuminazione degli elementi espositivi ricopre un ruolo fondamentale, affidata a faretti orientabili su dei binari fissati al contro soffitto. In questo modo e in maniera puntuale, vengono illuminati i singoli oggetti d’interesse per conferire al museo un’atmosfera mistica e spirituale.

«Questa inaugurazione è un grande regalo fatto dall’Opera di Santa Teresa alla sua città – spiega nel discorso inaugurale don Alessandro Andreini della comunità di San Leolino di Panzano, che ha contribuito alla stesura della “positio” (raccolta ragionata dei documenti) per la causa di beatificazione di don Lolli –. Dopo più di 60 anni dalla morte di don Angelo Lolli, si offre così ai più giovani un luogo che ricordi la storia straordinaria di questo prete, tanto amato dalla sua comunità. Nell’ideazione del progetto siamo partiti proprio dalla figura dell’aviatore, spesso presente nei racconti e nelle parole di don Lolli. Come l’aviatore, infatti, che punta a volare in alto, così il fondatore dell’Opera di Santa Teresa lavorò coraggiosamente per perseguire il cambiamento, venendo incontro alle esigenze dei più deboli. Il Mudal vuole così ripercorre la sua vita e quella che fu la sua missione, rappresentata simbolicamente dalle tappe del decollo, volo e infine dall’atterraggio».

Sante Altizio è tra i curatori del museo: «Il mio interesse verso don Angelo Lolli ha origini più lontane. Venti anni vinsi il Premio Guidarello con il mio docudrama “L’angelo della città”, ispirato proprio a lui e che ripercorreva le tappe della sua vita. Poi realizzammo un breve cartone animato sull’Opera di Santa Teresa e le sue iniziative, che ancor oggi portano avanti il messaggio del suo fondatore, rivolgendo un’attenzione particolare alle nuove povertà. Mesi fa, infine, fui contattato per realizzare il percorso museale. Così trovai l’idea-guida, da cui partire, proprio nella metafora dell’aviatore. Una metafora che è di don Lolli, laica e molto forte. Per dedicarsi interamente all’accoglienza degli ultimi “ci vuole lo stesso coraggio dell’aviatore, che sale su un trabiccolo a motore e va dove lo porta più il cuore che la bussola».

Mudal Percorso Esterno 3Per tutto il mese di ottobre, il museo sarà aperto martedì, giovedì e sabato dalle 10 alle 12. In seguito solo su prenotazione.

Prima della cerimonia si è svolta la Messa Solenne alla chiesa di Santa Teresa tenuta dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, Lorenzo Ghizzoni. Presenti al taglio del nastro il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, l’assessore alle politiche per le famiglie e infanzia, Livia Molducci, il consigliere regionale Gianni Bessi, l’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni, il direttore dell’Opera di Santa Teresa, don Alberto Graziani, il vice direttore Luciano Di Buò, oltre a Roberto Budassi e Giorgio Sarti della Fondazione “La Cassa” di Ravenna e ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

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