I monumenti diocesani di Ravenna hanno chiuso il 2025 con un nuovo record di visitatori, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. I siti gestiti dall’Opera di Religione hanno registrato un aumento del 10,1% rispetto al 2024, sfiorando quota 580mila ingressi complessivi. Il dato riguarda anche i principali monumenti bizantini della città: la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Museo Arcivescovile e la Cappella Arcivescovile. Si tratta del circuito culturale e turistico più rilevante di Ravenna, cuore dell’offerta Unesco cittadina.
Anche per i monumenti statali il 2025 è stato un anno di forte crescita, con un incremento complessivo di quasi il 9%, fino a raggiungere in totale più di 354 mila visitatori. La Basilica di Sant’Apollinare in Classe registra un aumento tendenziale delle presenze, di oltre il 6% rispetto al 2024 e si conferma ancora una volta uno dei principali attrattori culturali del territorio regionale (oltre 170mila i visitatori). Positivo anche l’andamento del Mausoleo di Teodorico che cresce di quasi 5.000 visitatori rispetto al 2024, arrivando quasi a 72mila. Un dato che fa ben sperare per il 2026, anno in cui si celebra l’anniversario teodoriciano e che ora può contare anche sul nuovo centro di accoglienza appena inaugurato per l’introduzione alla visita della tomba del re goto. Anche il Battistero degli Ariani nella suggestiva omonima piazzetta ha visto nel 2025 crescere i suoi visitatori di circa 6.000 rispetto al 2024, superando soglia 66mila. Più vivace rispetto al 2024 è stato l’andamento del trend per il Museo Nazionale di Ravenna (con un aumento di circa 4.000 visitatori, per un totale che si attesta attorno ai 27mila).
Arrivando ai siti gestiti dal Comune, il Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna chiude il 2025 in calo di oltre 17mila visitatori (oltre 41.600 contro i quasi 59mila del 2024), anche a causa del fatto che non si è tenuta la mostra primaverile per alcuni lavori alla struttura (nel 2024 invece in quel periodo aveva fatto il pieno la mostra di Salgado). I visitatori della Tomba di Dante risultano invece in crescita di oltre 2mila unità rispetto al 2024, attestandosi oltre i 32,700.
Sono da considerare poi i siti gestiti dalla fondazione Ravennantica, finiti anche recentemente al centro delle polemiche per il dato (reso pubblico da Alvaro Ancisi) di nemmeno 500 visitatori registrati nel 2025 all’Antico Porto di Classe, il sito archeologico inaugurato oltre dieci anni fa (quando in un mese i visitatori furono invece quasi 7mila…) e che dall’anno scorso la fondazione ha deciso di aprire solo per visite guidate su prenotazione e iniziative speciali (dopo i poco più di 2mila ingressi del 2024). A Classe, continua anche il flop del museo Classis, inaugurato a fine 2018 e che nel suo primo anno di attività aveva registrato oltre 52mila visitatori (la stima per la sua sostenibilità era di almeno 60mila all’anno). Nel 2025 i visitatori invece non sono arrivati a 22mila, oltre 2mila in meno rispetto al 2024. Infine, crescono invece i visitatori della Domus dei Tappeti di Pietra, in centro, sempre gestito da Ravennantica, passati dai 37.500 visitatori del 2024 ai quasi 40mila dell’anno scorso.
Una mostra al museo Classis



