Porto, il sindaco: «In luglio l’uscita del bando per i lavori da 250 milioni»

De Pascale ha accompagnato Variati, candidato Pd alle Europee, in visita nello scalo: «Attendiamo solo ok da due conferenze dei servizi»

Veduta aerea della penisola Trattaroli (foto Meetup A rivedere le stelle)

Potrebbe essere luglio il mese in cui l’Autorità portuale di Ravenna pubblicherà il bando di gara da 250 milioni di euro per i lavori di approfondimento del Candiano e la gestione dei 4,7 milioni di mc di fanghi prelevati dai fondali. La previsione, ultimo aggiornamento delle tempistiche di un progetto di cui in città si discute da anni, arriva dal sindaco Michele de Pascale a conclusione di una visita del porto in compagnia di Achille Variati, candidato Pd alle elezioni europee nella circoscrizione nord-est. Nei giorni scorsi il vicesindaco Eugenio Fusignani, titolare della delega Porto in giunta, era stato più cauto parlando di «entro l’estate».

Il primo cittadino ha fatto il punto sui tempi sollecitato dai giornalisti in un incontro con Variati: «Siamo all’ultimo miglio, sono al lavoro due conferenze dei servizi per le ultime autorizzazioni. Nel frattempo Ap ci dice che ha preparato il bando e quindi appena arriveranno le autorizzazioni si potrà pubblicare. I lavori delle conferenze di servizi dovrebbero concludersi tra fine giugno e inizio luglio. Nel mese di luglio penso si potrà quindi avere l’apertura della gara con un progetto che non farà certo male al settore delle costruzioni in un periodo di crisi».

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In caso di bando effettivamente pubblicato a luglio, l’inizio dei lavori non potrebbe arrivare prima dell’inizio del 2020 per ragioni tecniche: serviranno infatti sei mesi per l’aggiudicazione. Al netto di eventuali ricorsi.

De Pascale è consapevole che l’uscita di quel bando è l’unica garanzia per la certezza dei lavori. Al momento infatti il finanziamento dell’opera ha avuto tutti gli stanziamenti necessari «ma l’Italia è piena di opere finanziate e non fatte, la pubblicazione del bando metterebbe un punto fermo». L’auspicio del sindaco, verso il futuro, è quello di una legislazione comunitaria più ugualitaria tra Stati in materia di gestione dei materiali dragati: «Oggi scavare a Rotterdam è più facile che scavare in Italia per come le norme interpretano la destinazione dei sedimenti». Quest’ultimo aspetto è legato alla previsione futura, al momento nemmeno mai messa in caledario, di un ulteriori approfondimento: il progetto in attesa degli ultimi ok porterebbe i fondali a 12,5 metri e in seguito si vorrebbe arrivare a 14,5. Lo stesso Variati ha affermato che arrivare a 14,5 è la necessità del porto di Ravenna, «ma solo se lo scalo ragiona in termini di collaborazione con quelli di Venezia e Trieste per avere una voce unica come nord-est quando si dovrà parlare con l’Europa».

 

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