Vertici Ap sospesi, il sindaco: «Misura cautelare che non riguarda l’escavo»

De Pascale commenta il provvedimento giudiziario che riguarda il presidente di via Antico Squero, il segretario generale e il dirigente tecnico nell’ambito dell’inchiesta sull’affondamento del relitto Berkan B

DCIM100MEDIADJI 0188.JPG«Non commento i provvedimenti giudiziari ma sottolineo solo che la sospensione dei vertici dell’Autorità portuale è una misura cautelare e riguarda le vicende della motonave Berkan B quindi non vedo perché dovrebbe avere ricadute sul progetto per l’approfondimento dei fondali del Candiano». Così il sindaco Michele de Pascale, a margine di una conferenza stampa in municipio, ha commentato la notizia del giorno con l’azzeramento dei principali manager di Ap. Al momento si sa che nei prossimi giorni gli indagati dovranno essere sentiti dalla procura: all’orizzonte c’è la possibile nomina di un commissario in attesa che le posizioni dei manager pubblici vadano a definirsi. De Pascale si augura che tutto si chiarisca al più presto. «La ministra alle Infstrutture Paola De Micheli è stata già coinvolta nel periglioso iter di autorizzazione come componete del Cipe per conto del Ministero dell’Economia e delle finanze nella passata legislatura, dunque conosce perfettamente il progetto nei dettagli, lo condivide e mi ha assicurato che il Ministero metterà in campo tutte le azioni necessarie a garantirne il successo. In particolare è confermata la conferenza dei servizi del 18 settembre, il cui buon esito renderebbe finalmente possibile l’avvio delle procedure di gara».

La lista civica La Pigna chiede che il primo cittadino vada in consiglio comunale «a riferire sullo stato di detto ente e sulle conseguenze e ricadute questo provvedimento avrà per quanto riguarda l’approfondimento del canale Candiano. Abbiamo provveduto a depositare una mozione nella quale chiediamo al sindaco di attivarsi presso il ministro delle Infrastrutture e il presidente della Regione Emilia-Romagna al fine di procedere alla nomina di un nuovo presidente dell’Autorità portuale».

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Sempre dall’opposizione anche Alberto Ancarani (Forza Italia) chiede al sindaco di imbastire un piano B: «Il rischio che tutto il lavoro fin qui svolto per l’approfondimento del canale Candiano vada in fumo è purtroppo concretissimo. La speranza è ovviamente che l’innocenza degli indagati venga provata al più presto e che le misure cautelari perdano efficacia con rapidità. Qualora divenisse inevitabile la nomina di un commissario, egli avesse le caratteristiche professionali e politiche per poter portare avanti ciò che il presidente Rossi e la sua squadra hanno fin qui prodotto, arrivando a pochissimi metri dal traguardo».

«Non tocca a noi stabilire se la competenza della rimozione del Berkan B spettasse e spetti a capitaneria di porto o Autorità Portuale, e quindi se i vertici di AP abbiano infranto la legge – commenta Massimo Manzoli di Ravenna in Comune –. Tocca a noi sottolineare l’enorme sicurezza e fastidio del presidente Rossi nel “non rispondere” spesso alle nostre domande. Tocca a noi, però, sottolineare anche che tutto ciò era prevedibile e lo avevamo previsto. Per l’hub portuale, viste le enormi difficoltà e variabili, serviva e serve un piano B. Un’alternativa o via d’uscita su un argomento così importante per la vita della nostra città è essenziale. Accogliamo con piacere gli amici dell’opposizione che, da oggi, si uniscono alla nostra richiesta».

C’è molta preoccupazione anche da parte di Confindustria: «Alle preoccupazioni già espresse per l’allungamento dei tempi di avvio del progetto hub portuale, si aggiunge l’allarme per la prospettiva di stallo dell’ente portuale e dei suoi effetti amministrativi: non possiamo permetterci uno stop proprio ora dopo anni di lunghissima attesa, a una settimana dalla conferenza dei servizi potenzialmente decisiva per il via libera». Gli industriali temono che l’economia finisca «inun limbo» anche a causa del blocco delle «attività estrattive che il nuovo Governo ha confermato nonostante i moniti di imprese e sindacati». L’associazione chiede quindi «lucidità e cautela a tutti i soggetti coinvolti, per trascinare insieme il porto di Ravenna fuori dalle sabbie mobili in cui sta soffocando».

 

 

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