Riforma Camere di Commercio: Consulta dice sì, via libera a fusione Ravenna-Ferrara

Ma i sindaci dei due capoluoghi sono contrari: «Non porterebbe vantaggi e metterebbe a rischio un sistema consolidato che già collabora»

Foto Guberti Fronte CCIAA

Il presidente della Camera di Commercio di Ravenna, Giorgio Guberti

La Corte Costituzionale ha dichiarato legittima la riforma delle Camere di Commercio, rispondendo alle questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tar del Lazio, e quindi c’è il via libera per la fusione tra Ravenna e Ferrara. I sindaci delle due città, rispettivamente Michele de Pascale (Pd) e Alan Fabbri (Lega), sono contrari: «La riforma va corretta consentendo agli enti camerali sani, che hanno bilanci in regola, di mantenere una dimensione di autonomia provinciale, necessaria per garantire maggiori garanzie ai territori».

I due sindaci ricordano che i rispettivi territori da sempre collaborano in modo naturale dal punto di vista economico e sono più che disponibili a continuare a farlo, «valorizzando i fortissimi punti di contatto, dal turismo alla cultura, dall’ambiente alla chimica, ma fondere le Camere non porterebbe alcun vantaggio e anzi potrebbe mettere a rischio gli equilibri che un sistema consolidato ha creato nel tempo».

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