Il Governo accelera sulle politiche abitative e approva il nuovo Piano Casa, un pacchetto di misure che punta a recuperare migliaia di alloggi pubblici oggi inutilizzati e a rilanciare l’edilizia sociale. Un intervento che, secondo Asspi Ravenna, «mette finalmente sul tavolo risorse importanti», ma che «richiederà tempi certi e strumenti concreti per essere realmente efficace sui territori».
Il primo asse del Piano riguarda il recupero degli alloggi popolari sfitti o inagibili. L’obiettivo dichiarato è rimettere in circolo circa 60mila case di edilizia residenziale pubblica oggi non assegnabili a causa della necessità di lavori di ristrutturazione o adeguamenti impiantistici. Accanto a questo, il Governo prevede anche nuove quote di edilizia destinate all’affitto a lungo termine. Per sostenere questi interventi sono stati stanziati 1,7 miliardi di euro, ai quali potranno aggiungersi fino a 4,8 miliardi già previsti nei programmi di rigenerazione urbana rivolti ai Comuni. «Il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato è una priorità indicata da tempo anche dalle associazioni della proprietà edilizia», sottolinea Asspi Ravenna, che chiede però «chiarezza sulle modalità operative e sui tempi di attuazione».
Il Piano prevede inoltre la creazione di un fondo nazionale gestito da Invimit Sgr, nel quale confluiranno risorse italiane ed europee destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa. Il fondo sarà articolato su base regionale, con risorse pari a 3,6 miliardi di euro.
Spazio anche agli investimenti privati, che il Governo intende incentivare attraverso semplificazioni amministrative per i progetti che prevedano almeno il 70% di edilizia sociale destinata all’affitto calmierato. Rimane però aperta, secondo Asspi, «la verifica sull’effettiva capacità di queste misure di attrarre investimenti nel settore». Tra le ipotesi allo studio figurano inoltre agevolazioni fiscali per i contratti a canone concordato e contributi per la riqualificazione degli immobili sfitti, a fronte dell’impegno a mantenerli in locazione calmierata per almeno dieci anni.
Parallelamente il Consiglio dei ministri ha approvato anche un disegno di legge sugli sfratti, con l’obiettivo di accelerare le procedure e garantire tempi più certi ai proprietari. «Resta però centrale il tema della fragilità sociale — evidenzia Asspi Ravenna — perché accanto alla tutela della proprietà sarà necessario garantire ai Comuni risorse adeguate per affrontare le situazioni di disagio abitativo».



