sabato
01 Agosto 2026
porto

Un nuovo terminal nella pialassa: l’area “ex Carni” diventa un centro operativo da 12mila metri quadrati

Il consiglio comunale approva l'intesa Stato-Regione per la riqualificazione. Critica Ravenna in Comune: «A rischio il futuro ambientale dell'area»

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Il consiglio comunale di Ravenna nelle scorse settimane ha espresso parere favorevole all’intesa Stato-Regione per l’approvazione del progetto di riqualificazione dell’area dismessa, nella sponda sud della pialassa Piomboni, denominata “ex Carni”, che ricade all’interno del perimetro del piano regolatore portuale (17 voti favorevoli da Pd, Avs, Movimento 5 Stelle, Pri e Ama Ravenna; astensione di Fratelli d’Italia, La Pigna, Viva Ravenna e Lista per Ravenna).

Il provvedimento, che non comporta alcun onere finanziario per il Comune, dà il via libera a un intervento strategico richiesto dall’Autorità portuale. Il progetto ha un valore di 28 milioni di euro per le opere infrastrutturali e 16,2 milioni per le strutture produttive. È stato presentato all’Ap – che ha accolto l’istanza rilasciando una concessione di 50 anni – da Consorzio Adriatico, joint venture fra il locale gruppo Ram e la veneziana Nautilus: il primo specializzato nell’impiantistica dei settori energy & power, sia onshore che offshore, il secondo nelle lavorazioni marittime e portuali.

L’area “ex Carni”, attualmente inutilizzata, sarà oggetto di un profondo recupero strutturale volto a restituirle piena funzionalità operativa, migliorando i servizi a supporto della logistica e della movimentazione delle merci. Il progetto rientra tra le opere strategiche previste dal master plan di ammodernamento del porto di Ravenna (programma Ravenna Port Hub). L’obiettivo finale è quello di creare un hub per la costruzione di impianti industriali modulari trasportabili via mare, in una superficie non inferiore a 12mila metri quadrati.

La premessa della relazione generale del progetto sintetizza gli interventi previsti: il completamento della banchina in prolungamento a quella Nadep e della nuova banchina dell’area ex Carni N-W; la trave di coronamento sul palancolato lato Canale Circondariale; il pacchetto asfaltato per la fascia di 50 metri dal ciglio della banchina N-W nell’area ex Carni; il consolidamento dei terreni delle aree di banchina e piazzale in ragione della risposta ai carichi di progetto; la strada di accesso al piazzale e il manufatto di attraversamento del Canale Circondariale; la strada perimetrale di collegamento all’argine di separazione tra l’area portuale e l’area naturalistica; il trattamento delle acque di prima pioggia dell’area operativa di banchina; gli impianti di illuminazione della strada di accesso al piazzale e di quella perimetrale; l’impianto di regimazione delle acque di piattaforma di strade e piazzale; le dorsali di adduzione degli impianti di servizio del piazzale (fognatura nera, acqua potabile, distribuzione elettrica e fibra); la predisposizione degli impianti a servizio della banchina N-W nell’area “ex Carni” (antincendio e distribuzione elettrica); gli arredi della banchina N-W nell’area “ex Carni” (bitte di ormeggio, scalette e parabordi).

Sul progetto è intervenuta anche l’associazione Ravenna in Comune, che in una nota ha espresso una netta contrarietà all’intervento, definendolo «la definitiva condanna al venir meno di ogni prospettiva futura per la Pialassa dei Piomboni sotto il profilo ambientale». Secondo l’associazione, l’area è tra le più fragili del territorio e la realizzazione di banchine, piazzali e strade nell’ex Carni rappresenterebbe un ulteriore consumo di suolo a discapito dell’ambiente. Ravenna in Comune critica inoltre il voto del consiglio comunale, sottolineando come il provvedimento sia stato approvato senza voti contrari, e richiama una denuncia formulata già nel 2019 dall’allora capogruppo Massimo Manzoli sulla progressiva trasformazione della Pialassa.

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