La Regione Emilia-Romagna avvia un piano da 300 milioni di euro per recuperare fino a 3.500 alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) e sociale (Ers) distribuiti tra i 330 comuni della regione. In una prima fase sono 1.474 gli interventi (tra fabbricati e alloggi) già candidati, mentre a breve sarà riaperta per Comuni e Acer (le aziende pubbliche di gestione degli immobili Erp e Ers) la possibilità di inviare alla Regione nuove candidature per ulteriori interventi di recupero. A comporre la disponibilità di 300 milioni contribuiscono fondi regionali e Fesr per cento milioni e 200 milioni ottenuti dal finanziamento con la Banca europea per gli investimenti (Bei).
Entro ottobre la proposta normativa approvata dalla giunta regionale sarà portata in assemblea legislativa per procedere con la firma del finanziamento Bei. Si tratta della prima operazione della Banca europea degli investimenti nel settore abitativo realizzata con un’autorità regionale in Italia ed è progettata per convogliare i finanziamenti verso circa 40 Comuni, molti dei quali non avrebbero la possibilità di accedere direttamente ai finanziamenti Bei.
Sono previste tre linee di intervento di recupero e rigenerazione urbana che potranno coinvolgere fino a 5.700 unità tra edilizia pubblica e sociale per un fabbisogno potenziale totale di 500 milioni di euro.
La prima riguarda il recupero rapido di 1.094 alloggi Erp sfitti e inutilizzati, con un investimento di circa 52 milioni di euro dei 100 a carico della Regione. Si tratta di una prima tranche di interventi sul patrimonio Erp sfitto che ammonta a circa 5.900 alloggi come rilevato dall’Osservatorio regionale.
La seconda linea (2A) di intervento disciplina la rigenerazione di fabbricati Erp per l’efficientamento energetico e il superamento delle barriere architettoniche: si tratta di 255 interventi candidati che andrebbero a beneficio di oltre 3.400 unità Erp, per circa 187 milioni di fabbisogno stimato.
La linea 2B punta invece al recupero e alla nuova costruzione di immobili pubblici da destinare a edilizia sociale: si tratta di 82 edifici candidati e 1.150 alloggi, per un fabbisogno stimato in 261 milioni di euro.
Per arrivare all’obiettivo di legislatura di 3.500 alloggi di edilizia residenziale sociale destinati a famiglie, lavoratrici e lavoratori, la Regione continuerà ad acquisire i fabbisogni di recupero degli alloggi sfitti e degli immobili pubblici da destinare a social housing da parte dei Comuni e delle Aziende Casa.
Le Linee 2A e 2B rappresentano il cuore dell’operazione finanziaria: saranno infatti sostenute attraverso il mutuo che la Regione firmerà con la Bei e che consentirà di finanziare gli interventi strutturali di rigenerazione del patrimonio pubblico. Il modello elaborato dalla Regione prevede che le rate del mutuo siano alimentate dai canoni generati dagli alloggi recuperati e temporaneamente destinati all’edilizia residenziale sociale, assicurando così la sostenibilità economica del programma e il successivo rientro degli immobili nel patrimonio Erp. L’obiettivo della Regione è di concludere la ristrutturazione degli alloggi della prima linea entro il 2027, mentre per la seconda linea i tempi saranno legati ai tempi e al tipo di intervento di recupero.
La Regione punta, inoltre, a riaprire i termini per le manifestazioni di interesse, per ampliare ulteriormente il numero di alloggi e interventi, considerando che le candidature raccolte rappresentano solo una parte del patrimonio pubblico inutilizzato. Il Piano arriva in un contesto di forte domanda abitativa: sono quasi 30mila le domande Erp in attesa di assegnazione in Emilia-Romagna e oltre 3.300 le richieste raccolte per gli alloggi della Linea 1. Un quadro che rende il Piano Casa uno degli interventi più rilevanti della Regione per rafforzare l’offerta abitativa pubblica e sociale.
Il finanziamento sarà restituito attraverso un piano di ammortamento trentennale sostenuto dagli introiti dei canoni. Una parte del ricavato pari al 15 percento confluirà in un Fondo di garanzia per coprire eventuali morosità. Se previsto un extraprofitto, la Regione provvederà a reimmetterlo nel circuito dell’edilizia residenziale pubblica per rafforzare la manutenzione degli alloggi Erp. Gli alloggi recuperati entreranno temporaneamente a far parte del patrimonio di Edilizia residenziale sociale (Ers) e saranno assegnati a cittadini e alle famiglie con un Isee da 8 mila fino a 35mila euro che pagheranno un canone calmierato medio di circa 350 euro.


