mercoledì
05 Agosto 2026
cervia

Parco della Salina, buco da 861mila euro: ai soci il conto delle perdite

A pesare le piogge abbondanti e la gestione del ristorante, oltre agli strascichi dell'alluvione. Fratelli d'Italia attacca: «Pagano i cittadini»

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La società Parco della Salina dovrà ripianare una perdita d’esercizio di 861.316 euro, maturata nel 2025, con un esborso che coinvolgerà tutti i soci pubblici. La quota più consistente spetterà al Comune di Cervia, socio di maggioranza con il 56 per cento delle quote, che dovrà versare circa 482mila euro, mentre il resto sarà suddiviso tra Provincia di Ravenna, Ente Parco del Delta del Po, Terme di Cervia e Camera di Commercio.

Secondo quanto spiegato dall’assessora al Bilancio Morena Pascucci, il risultato negativo è legato soprattutto alla scarsissima produzione di sale, penalizzata dalle abbondanti piogge, oltre che alle difficoltà economiche del ristorante Acervum, che non avrebbe trovato un adeguato posizionamento sul mercato. Una volta ricapitalizzata la società e approvato il bilancio 2025, sarà azzerato l’attuale consiglio di amministrazione per procedere alla nomina di una nuova governance.

La Salina è ancora impegnata nella ripresa dopo l’alluvione del 2023, che aveva sommerso l’intero complesso. I finanziamenti statali destinati al ripristino degli impianti hanno consentito di riavviare la produzione, ma la società dovrà ora rimettere in ordine i conti per proseguire il percorso di rilancio.

Sul tema interviene anche Fratelli d’Italia, che punta il dito sulla gestione della partecipata e sulle responsabilità politiche accumulate negli anni. Secondo il gruppo consiliare guidato da Marco Delorenzi, la perdita «non può essere liquidata come una semplice operazione contabile», perché le risorse necessarie al ripiano usciranno dai bilanci degli enti pubblici e quindi, indirettamente, saranno sostenute dai cittadini.
L’opposizione sostiene che l’attuale amministrazione, pur insediatasi da poche settimane, non rappresenti una reale discontinuità rispetto alla precedente, ricordando come diversi componenti della giunta avessero già ricoperto incarichi di governo negli anni in cui la situazione economica della società si è deteriorata. Per questo chiede di chiarire quali attività di indirizzo e controllo siano state svolte dai soci pubblici e perché non si sia intervenuti prima. Nel mirino di Fratelli d’Italia finisce anche la gestione del ristorante Acervum, indicato dalla stessa maggioranza come uno degli elementi di criticità. «Quando una società partecipata chiude con una perdita di oltre 861 mila euro – afferma il gruppo consiliare – il problema non è soltanto chi paga il conto, ma chi avrebbe dovuto accorgersi prima che quel conto stava crescendo».

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