«I vigneti da Casola a Brisighella, sulle colline faentine, sono le coltivazioni che più hanno sofferto la siccità estiva e pur mantenendo l’uva un’ottima qualità, i raccolti sono pressoché dimezzati». Le parole del direttore di Coldiretti Ravenna, Assuero Zampini, richiamano l’attenzione sugli effetti delle scarse pioggie sull’agricoltura.
Perdite importanti anche per la frutta, con kiwi e susine bruciati sui rami. Preoccupa, per la mancanza d’acqua, anche la salute degli ulivi, mentre gli allevamenti devono fare i conti con la scarsità di foraggio per alimentare gli animali a causa delle coltivazioni e soprattutto dei pascoli completamente seccati da un’estate rovente e senza pioggia.
Nel resto della provincia, pur essendo il quadro meno allarmante e nonostante l’esplosione dei costi irrigui, si ravvisano perdite produttive del 15-20 percento per uva e frutta, sia per via del caldo e della siccità, sia a causa delle grandinate e delle tempeste di vento avvenute tra giugno e luglio su alcune zone di pianura.



