giovedì
08 Ottobre 2026
Incontri

Natalino Valentini – “Un’altra Russia. Salvare l’anima russa e l’Europa”

9 ottobre 2026
Biblioteca Manfrediana, Faenza
Descrizione fornita dagli organizzatori

Il secondo appuntamento, che si terrà il venerdì 9 ottobre alle ore 17,30 nella Biblioteca Manfrediana (via Manfredi, 14), ha per titolo: “Un’altra Russia. Salvare l’anima russa e l’Europa”. Relatore sarà il prof. Natalino Valentini, filosofo e slavista docente all’Università di Urbino.

È innegabile che le relazioni intercorse negli ultimi tre secoli tra la cultura russa e la cultura europea sono state contrassegnate da repulsioni sfociate in sanguinosi conflitti. Sono tuttavia da sottolineare anche le attrazioni, manifestate fin dall’inizio del XVIII secolo dallo zar Pietro I. Fu però soprattutto dalla metà dell’Ottocento che si registrò una conflittuale convivenza tra “occidentalisti e slavofili”. Per i primi anche la società russa avrebbe dovuto riformarsi seguendo il modello della civiltà d’Occidente: democrazia, progresso scientifico, superamento delle convinzioni religiose ancora impregnate di superstizioni. Per i secondi invece sarebbe stato ancora necessario valorizzare l’eredità comunitaria e l’antica postura religiosa della popolazione insediata soprattutto nelle campagne mantenendo ben salde le distanze dal razionalismo occidentale. Posizioni apparentemente incompatibili che trovarono un tentativo di conciliazione nel celebre “Discorso su Puskin” pronunciato a Mosca nel mese di giugno del 1880 da Fëdor Dostoevskij. In quell’occasione il grande romanziere, che pur era affascinato dalle espressioni più spirituali del movimento slavofilo, riconobbe la necessità di attingere allo spirito universalistico di quella parte della cultura europea non impregnata di nichilismo né ostile al cristianesimo, facendo restare al contempo profondamente russa l’anima della nazione più vasta del mondo. Vana illusione quella del grande Dostoevskij! La vagheggiata “missione della Russia”, tesa all’unione dell’umanità attraverso il riconoscimento dei valori del cristianesimo ortodosso, non ebbe – né poteva avere – l’agognato successo. L’immenso impero zarista, sempre più corrotto e dispotico, il cui epilogo fu decretato dall’inquietante e sanguinosa esperienza del comunismo bolscevico, allontanarono ulteriormente la Russia dall’Europa e da un Occidente non immune – soprattutto dopo la fine dell’Unione Sovietica – da qualche miopia culturale e geo-politica: l’Europa avrebbe infatti dovuto provare a percorrere inedite piste di integrazione.

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